Quando l’estate girava a 45 giri

L’estate in arrivo, invita anche alla consultazione ed al dialogo dei massimi sistemi sotto l’ombrellone. Discorsi “impegnativi” talvolta sul filo del “ti ricordi quando…?”.  Quando, [...]

L’estate in arrivo, invita anche alla consultazione ed al dialogo dei massimi sistemi sotto l’ombrellone. Discorsi “impegnativi” talvolta sul filo del “ti ricordi quando…?”.  Quando, ad esempio l’estate si accompagnava al tormentone mandato da un juke box, Tempi lontanissimi, da archeologia del pop, come il 45 giri e la prola “gettonato” che proprio da quell’uso arriva. Andiamo allora a vedere  la classifica dei dieci singoli più venduti (ops, gettonati) della storia della musica.

Al primo posto, un pezzo che si è trascinato dietro un’insana scia non più di tanto ben motivata di sfortuna varia. Parliamo di “Candle in the wind”, coinvolgente ballata di Elton John dedicata alla scomparsa improvvisa di Lady D. ben 37 i milioni di copie che ha venduto dalla sua uscita, nell’ormai lontano 1997. La palma del campione di sempre, pressoché  irraggiungibile, va però a Bing Crosby, che si è trovato a ricoprire la seconda e la terza posizione insieme, con ben sessanta milioni di copie vendute in tutto, per i brani, rispettivamente, “Silent Night” all’argento e “White Christmas” al bronzo. Diciamo che la figura di un Babbo Natale di colore, è quantomeno alternativa. Confermando che la creatività degli ultimi anni non è del tutto invincibile (i brani di Crosby sono del ’35 e del ’42, per inciso, quelli del secolo scorso) alla quarta posizione abbiamo un classico del caro vecchio rock ‘n roll degli albori,  Billy Haley & His Comets con “Rock around the clock” (ricordate? È stata anche sigla di Happy Days). Il brano è del 1954 ed ha totalizzato una cosa come venticinque milioni di copie (presumibilmente tutte in 45 giri) nel mondo.

Più o meno agli stessi livelli, ma di poco dietro, il primi italiani, addirittura Al Bano e Romina con “Felicità”, brano dell’82. Chi l’avrebbe detto? Tra loro e l’italiano seguente, alla sesta posizione, Mr Graceland, Elvis Presley, con “It’s now or never” (O’ sole mio) del 1960. Posizione seguente, la sette, con un genere definito “pop”, anche se il pop ancora non esisteva e se lo sentisse, si rigirerebbe nel letto e nella vasca da bagno, oltre che nella tomba, Domenico Modugno, con “Nel blu dipinto di blu” tra parentesi “Volare” che a pensare il pop di adesso, pop proprio non era, al limite musica italiana moderna per l’epoca. Era il 1958. posizioni otto e nove per Teixerinha, con “Coracao de luto” e The ink spots e la loro “If I didn’t care”, che hanno venduto 25 e 19 milioni di copie. Ultima posizione, peccato, almeno per il contenuto filantropico, USA for Africa con “We are the world”, primo esempio di una canzone scritta e cantata solo per raccogliere fondi per una causa umanitaria. Era il 1985. (Davide Rabaioli)

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