Nell’eterna dialettica tra tenebre e luce, il tema dell’edizione del 2010 del Ravenna Festival sembra voler esprimere l’essenza dell’uomo. Il prestigioso evento musicale e culturale vede come ogni anno la partecipazione dei più importanti direttori d’orchestra.
Cercatori di tracce, per la regia di Marco Martinelli e Alessandro Renda, è stato il prologo di questa XXI edizione. In scena sessanta adolescenti mazaresi, siciliani e tunisini; con loro i musicisti Enzo e Lorenzo Mancuso, autorevoli ricercatori della tradizione culturale siciliana.
Per rispondere alla necessità dei ragazzi di “comunicare” con il pubblico in maniera diretta, quasi fisica, è stato scelto il Teatro di Mirabilandia. Cercatori di tracce è il primo evento di un trittico, costituito da due spettacoli e un film. Un percorso di andata e ritorno, con al centro il Canale di Sicilia, striscia del Mediterraneo che negli ultimi quindici anni è stato segnato da tragedie continue. Papiri ritrovati un secolo fa nell’Alto Egitto hanno fatto conoscere al mondo un testo (se pure incompleto) di Sofocle perduto nei tempi antichi: Icneutai, ovvero I segugi o anche I satiri alla caccia. Proseguendo nel proprio storico lavoro con i classici, la compagnia Teatro delle Albe ha scelto questo poema per dar vita a un nuovo laboratorio, ancora una volta scegliendo una “periferia” del mondo, Mazara del Vallo, dopo Scampia e i quartieri africani di Chicago, dopo il Senegal e le banlieue della Francia e del Belgio, protagoniste delle precedenti edizioni. Lo splendido Satiro danzante, ritrovato dai pescatori nel Mediterraneo e oggi esposto al Museo di Mazara del Vallo, è stato una suggestione visiva molto utile nel rimettere in vita le figure ghignanti e malinconiche dei satiri di Sofocle. La seconda parte del trittico, il monologo Rumore di acque, affronta il tema delle tragedia nel Mediterraneo e debutterà al Teatro Rasi di Ravenna il 10 luglio. Il trittico si concluderà con I figli della frontiera (il titolo è provvisorio; il film verrà presentato nel 2011), film-documentario che intreccerà il racconto del lungo dialogo tra le due sponde del Canale di Sicilia.
L’intenso programma del festival prevede in apertura un evento presso le carceri cittadine, un concerto frutto di un percorso musicale realizzato con un gruppo di detenuti. Ieri, con l’inaugurazione ufficiale di Ravenna Festival, ha preso il via anche la rassegna a ingresso gratuito Alle 7 della sera… e dintorni, un omaggio del Festival alla città. «C’era un tempo in cui la barriera invisibile ma invalicabile che separa il pubblico dai musicisti e dagli interpreti non esisteva. Un tempo in cui la musica abitava le case e i salotti e la ritualità del “fare musica” era prima di tutto incontro, scambio di idee». Un’atmosfera di intima e informale condivisione che si può tornare a godere Alle 7 della sera… e dintorni: piccole preziose occasioni per un rapporto più diretto tra il pubblico e gli interpreti, chiamati a esibirsi nella dimensione raccolta di cortili nascosti, chiostri e giardini dimenticati. Sconosciuti angoli di città che, attraverso le più diverse espressioni artistiche (musica, canto, letteratura…), si aprono agli occhi dello spettatore più indiscreto e curioso.
Venerdì 11 giugno la Basilica e i Giardini di San Vitale ospitano uno degli appuntamenti serali di Ravenna Festival: Voci nella Preghiera, incontro e dialogo tra le tre grandi religioni – ebraica, cristiana e musulmana – in uno dei luoghi più emblematici di un’antica e ancora oggi possibile comunione tra Oriente e Occidente.
Giovedì 17 giugno nella Basilica di San Francesco il coro Ludus Vocalis e l’Ensemble Mosaici Sonori diretti da Stefano Sintoni presentano una composizione del musicista inglese John Rutter. Particolarmente popolare negli Stati Uniti, Rutter si dedica con particolare propensione alla musica corale ricevendo spesso ispirazione dai testi sacri come nel caso di questo Requiem.
Venerdì 18 giugno al Teatro Alighieri si rinnova la tradizione che da qualche anno vede Massimo Cacciari commentare i temi del Festival. Sabato 19 giugno nel Piccolo Anfiteatro della Banca Popolare di Ravenna Dave Kaye, musicista australiano che da anni vive in Italia, propone le sue canzoni evocando suoni a tratti ancestrali in modo unico e originale. Così come il maestro Riccardo Muti ha aperto al pubblico del festival alcune prove dei suoi concerti facendole diventare lezioni a porte aperte di straordinario interesse, un altro artista di riferimento di Ravenna Festival, Micha van Hoecke, terrà una propria
lezione agli allievi delle scuole di danza della città lunedì 21 giugno. Martedì 22 giugno la musica dei Jig Rig, ensemble composto da otto musicisti di formazione diversa uniti dalla voglia di suonare e divertirsi nel nome della musica celtica, risuonerà nella suggestiva cornice dei Chiostri della Classense. Mercoledì 23 giugno alla Corte Mosaico va in scena un omaggio all’Argentina in occasione del bicentenario dell’indipendenza con il concerto dei Tango Tres Guardia Vieja.
Significativa anche quest’anno la presenza dei gruppi da camera nati all’interno dell’orchestra Giovanile Luigi Cherubini. I sei violoncelli della formazione voluta dal maestro Riccardo Muti si confrontano con un capolavoro bachiano: l’integrale delle suites per violoncello solo. Ancora nell’Anfiteatro della Banca Popolare giovedì 1° luglio si esibisce il Duo Spiritoso, coppia formata dai chitarristi Andrew Zohn (Usa) e Jeffrey McFadden (Canada), assidui frequentatori dei maggiori festival chitarristici del Nord America e dell’Europa.
Domenica 4 luglio nella suggestiva cornice dei Giardini della Provincia, che per la prima volta vengono inseriti negli spazi della rassegna, i testi dialettali di Giuseppe Bellosi letti dall’autore si accompagnano all’arpa celtica di Phil Holand.
Giovedì 8 luglio ai Chiostri della Classense si tiene Omaggio a Tonino Guerra. Il concerto mette a confronto tre grandi poeti: Raffaello Baldini, Tonino Guerra e Nino Pedretti. Un omaggio in cui la tradizione popolare della Romagna si fonde con il jazz, la musica etnica e la malinconia della chanson francese. Il cartellone si chiude al Piccolo Anfiteatro della Banca Popolare di Ravenna domenica 11 luglio con il concerto a cappella dei Mezzotono, la Piccola Orchestra Italiana Senza Strumenti.
Come quattordici anni fa, sarà ancora una volta il mare Adriatico a segnare una nuova tappa delle Vie dell’amicizia, momento irrinunciabile di Ravenna Festival per portare il proprio messaggio di fratellanza attraverso l’arte e la cultura. Il viaggio di quest’anno porta a Trieste, antichissima metropoli dalle tante lingue e culture.
Martedì 13 luglio la città diventa il podio di Riccardo Muti, alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, della Giovanile Italiana, di musicisti e coristi delle Accademie di Musica delle Università di Lubiana e di Zagabria e del Conservatorio Tartini di Trieste.
Al cospetto di uno splendido golfo su cui affacciano tre nazioni – Italia, Slovenia e Croazia – risuonerà il grande, sontuoso Requiem del compositore più amato da Beethoven. Il programma si apre infatti con il Requiem in do minore di Luigi Cherubini, rendendo così omaggio anche al 250° anniversario del compositore fiorentino. Significativa la scelta delle compagini orchestrali e vocali: ancora una volta Riccardo Muti ha deciso di portare sotto i riflettori giovani musicisti di provata qualità. La stessa platea, per altro, è un evento: oltre ottomila posti, tutti a ingresso libero, vero e assoluto omaggio di Ravenna Festival a tre nazioni che desiderano respirare insieme un nuovo clima di fratellanza.
Per molte altre informazioni e il calendario completo del festival consultare il sito: www.ravennafestival.org (Nicole Montanari)
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