Se i tagli alle istituzioni culturali dovessero andare in porto, il Museo di storia della Scienza di Firenze, inaugurato ieri dopo due anni di lavori e dedicato a Galileo Galilei, potrebbe vantare un record assoluto, un primato triste: quello del museo dalla vita più breve, aperto e chiuso nel giro di una manciata di giorni. Così sottolineava il suo direttore, Paolo Galluzzi durante la presentazione.
Ma al momento il museo c’è, ed è prestigioso, vale la pena dunque dare uno sguardo a questo scrigno di tesori che attraverso un migliaio e più di oggetti racconta in forma modernissima un lungo tratto della storia scientifica. E sorprende ritrovare negli antici strumenti delle collezioni dei Medici e dei Lorena non solo utilità ed interesse storico, ma una intriseca bellezza che li rende una sorta di oggetti d’arte.
Carichi di suggestione il museo espone gli unici strumenti ideati e costruiti da Galileo pervenuti sino ai giorni nostri tra cui, di eccezionale importanza, i due cannocchiali e la lente obbiettiva del cannocchiale col quale Galileo scoprì i satelliti di Giove, oltre a
quelle vere e proprie reliquie recentemente ritrovate (leggi articolo) rappresentate da due dita e da un dente dello scienziato. Eccezionale per valore storico e bellezza, il Museo mostra la celebre sfera armillare di Antonio Santucci fresca di restauri. Il manufatto che risale alla fine del XVI secolo è un modello del sistema cosmologico tolemaico, quel sistema che Galileo “distruggerà” definitivamente. Ma non meno belli sono i globi celesti e terrestri di Vincenzo Coronelli.
Insomma, un museo dotato di un inestimabile patrimonio di strumenti e apparati sperimentali che si propone però, a 80 anni dalla fondazione dell’istituto scientifico, anche come istituto impegnato in attività di ricerca e di documentazione, che mette a disposizione degli studiosi del mondo intero le cospicue risorse della sua biblioteca, accessibili anche attraverso internet. Nota a parte per le innovazioni strutturali e funzionali del Museo cominciate col restauro degli spazi dell’antico Palazzo Castellani (sec. XII) che ne ha valorizzato la dimensione monumentale e il pregio architettonico. E per visitare gli spazi museali apposite video-guide portatili interattive, utilizzate per la prima volta in ambito museale, consentono di rendere comprensibili, anche al pubblico non specialistico, gli strumenti più complessi. C’è quindi la possibilità di accedere a schede ipertestuali, animazioni, biografie e di selezionare molteplici modalità di visita che rispondono agli interessi dei diversi utenti.
Museo Galileo, Piazza dei Giudici 1, 50122 Firenze, Tel. 055.265311, www.museogalileo.it
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