Storcono il naso i puristi, quelli che rabbrividiscono davanti ad un accento “mal caduto” invocando un sobbalzo dei resti mortali del “sommo poeta”. Al contrario, godono di questo genere d’iniziative coloro che Dante l’hanno studiato (o studiacchiato) solo a scuola col rammarico di averlo trascurato. E sono i più. Sarà un Dante che piacerà a questi ultimi, un Dante quanto mai popolare quello stasera a Treviso, a Fabrica (il centro della creatività firmato Benetton) sarà declamato da Morgan.
L’occasione è la serata di presentazione di una nuova edizione dell’Inferno, illustrato dal laboratorio creativo di Benetton e pubblicato da Mondadori.
Si legge nella note stampa che “Il reading del cantautore italiano seguirà con appassionata ispirazione lo stesso carattere sperimentale che ha guidato la realizzazione del volume, le cui illustrazioni sono state affidate da Fabrica a due giovani artisti, gli inglesi Patrick Waterhouse e Walter Hutton, che hanno affrontato la sfida con lo spirito fresco di due esploratori alla scoperta di un mondo nuovo da raccontare”.
E infatti il volume L’Inferno di Dante. Una storia naturale, Strade Blu – si propone si attraversare il lavoro dantesco con un approccio tradizionale ma mai affrontato per la Divina Commedia, l’illustrazione naturalistica. Le immagini, realizzate interamente a mano e con diverse tecniche, sono un’evocazione ai secoli passati, a quei testi di storia naturale dove piante, fiori, persone, monumenti, venivano “raccontati” in forma didascalica ma pur sempre con grande efficacia. Nello specifico i due giovani artisti inglesi si concentrano sui dettagli dei personaggi e del complesso universo storico e metaforico dantesco. La scelta dei temi illustrati va da Paolo e Francesca, colti quando, già trafitti dalla spada di Gianciotto, si stringono nell’ultimo abbraccio, a Minosse, di cui si illustra la capacità di giudizio, passando per le tre fiere e Cerbero. Alcuni disegni, come la rappresentazione di Lucifero, rasentano l’horror; altri sono giocosi e irriverenti, come nel caso della raffigurazione dei dodici Malebranche, i diavoli deputati a controllare che i dannati della quinta bolgia dell’ottavo cerchio, quello dei fraudolenti, non escano dalla pece bollente.
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