“Sarò con voi”. Il racconto del presidente Obama dopo l’ultima visita in Luisiana

Se ne parla, ma non molto e comunque non sempre nei termini reali. Eppure è il disastro ecologico più grande mai capitato nei recenti decenni [...]

Se ne parla, ma non molto e comunque non sempre nei termini reali. Eppure è il disastro ecologico più grande mai capitato nei recenti decenni e che non è ancora terminato. Il petrolio che fuoriesce dal tubo sottomarino nel Golfo del Messico e che ora, in parte, viene recuperato, ha provocato danni incalcolabili ai viventi e i manager della società responsabile del disastro, la britannica BP, allargano le braccia impotenti.

Merea nera

La rabbia monta sia tra la popolazione della Luisiana, le cui coste sono tra le più danneggiate, sia nel presidente Barack Obama che, da internet, ha rilasciato un dettagliato resoconto della sua ultima visita sui luoghi disastrati:

Obama nell'ultima visita in Luisiana

Ieri (venerdì ndr) ho visitato – scrive il presidente americano - Grand Isle, in Louisiana, Uno dei primi luoghi dove maggiormente si sente la devastazione provocata dalla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico. Mentre ero qui, in un negozio, ho incontrato un gruppo di residenti e proprietari di piccole imprese. Gente come Lasseigne Floyd, un pescatore di ostriche di quarta generazione. Questo è il periodo dell’anno in cui di solito lui si guadagna da vivere. Ma il suo allevamento è stato distrutto dalla marea nera. Terry Vegas ha una storia simile. Si guadagna da vivere durante la stagione dei gamberetti. Un lavoro lungo, faticoso, duro che gli permette di poter guadagnare abbastanza per mantenere se stesso e la famiglia per tutto l’anno. Ma oggi, le acque dove ha lavorato sono interdette alla pesca. E ogni giorno perde la speranza di essere in grado di tornare alla vita ha costruito. Qui - continua Obama – questa fuoriuscita di petrolio ha danneggiato tutto. Ha inciso in modo drammatico sulla vita di intere comunità. E le persone si sentono infuriate non solo per i soldi che hanno perso. Si tratta del riconoscimento straziante che questa volta le loro esistenze non potranno mai tornare come quelle di prima. Queste persone lavorano duramente. Ma ora, a causa di una catastrofe artificiale, che non hanno voluto, la loro vita è allo sconforto. E tutto ciò è brutalmente ingiusto. Quello che ho detto a questi uomini e queste donne è che io starò con la gente della costa del golfo fino a quando non si ritorni alla normalità e sino a quando non verranno risarciti per intero. Ecco

Barack Obama

perché, fin dall’inizio, abbiamo lavorato per dispiegare tutti gli strumenti a nostra disposizione per rispondere a questo “insulto”. Oggi, ci sono più di ventimila persone che lavorano giorno e notte per contenere e ripulire le coste. Ho autorizzato 17.500 soldati della Guardia Nazionale a partecipare a questi sforzi. Più di 1.900 imbarcazioni stanno facendo opera di contenimento e di pulizia. Abbiamo convocato centinaia di scienziati e ingegneri di tutto il mondo. Questo è il più grande risposta ad un disastro ambientale di questo tipo nella storia del nostro Paese.

Abbiamo anche ordinato BP di pagare i debiti e questa settimana, il governo federale ha inviato una proposta di legge per 69 milioni dollari; per rimborsare i contribuenti americani di una parte dei costi del disastro. Inoltre, dopo un riesame d’emergenza, stiamo mettendo in atto nuovi standard operativi per la perforazione in mare aperto. E ho nominato una commissione bipartisan per esaminare le cause di questa fuoriuscita. Se le leggi sono inadeguate, saranno cambiate. Se il controllo è mancato, sarà rafforzato. E se le leggi sono state evase, i responsabili saranno assicurati alla giustizia. Questi sono tempi duri in Louisiana e in tutta la Costa del Golfo, un’area che ha già vissuto il dramma a tutti noto. La gente di questa regione ha reagito a questa terribile catastrofe con grande forza in difesa della loro vita. Ho un impegno da parte mia e lo porterò sino in fondo. Questa è la mia missione“.

Da “Geo&Geo” Raitre

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