I numeri segreti dei Mondiali di calcio

Ci siamo. La lunga attesa di tutti calciofili del pianeta sta per arrivare ad essere soddisfatta: l’11 giugno prossimo, prende il via la diciannovesima edizione [...]

Ci siamo. La lunga attesa di tutti calciofili del pianeta sta per arrivare ad essere soddisfatta: l’11 giugno prossimo, prende il via la diciannovesima edizione del Campionato Mondiale di Calcio FIFA. Una manna dal cielo per tutti quelli che sono soliti dire “ogni quattro anni, per un mese, ci sono dei momenti in cui nessuno deve osare darmi fastidio al citofono o al telefono, ci sono i mondiali!”. Noi quest’anno ci arriviamo da detentori del titolo, dopo la straordinaria zuccata di Zidane a Materazzi nel 2006 a Berlino… cioè, no, dopo che l’Italia di Lippi ha sconfitto la Francia la scorsa edizione, appunto in Germania. Quindi, vinciamo noi? Quasi sicuramente no.

Considerando la storia del mondiale di calcio, da quando era qualcosa di molto più vicino ad un torneo dell’oratorio (anche se internazionale) come fu nel 1930 in Uruguay fino ai giorni nostri, quando il carrozzone si è letteralmente ingigantito, si possono avanzare delle supposizioni che sembrano avere conferme almeno statistiche. Dovrebbe vincere l’Argentina, senza nemmeno considerare la formazione che potrebbe mettere in campo. Perchè? Dunque, tolte le edizioni del 1934  del 1938 vinte dall’Italia e del 1958 e del 1962, in cui si affermò il Brasile di Pelè, non ci sono state altre doppiette. In più, a parte la straordinaria capacità riconosciuta da molti al calcio, come calmante delle frizioni tra stati europei, che infatti sono in pace tra loro da più di sessantanni ormai, un vero record, emerge un altro dato. Gli ideatori della manifestazione, Jules Rimet in capo, pensò l’assegnazione della Coppa della Vittoria (si chiamava così agli albori) come un fatto quasi unico nel suo genere, tanto che, presto, quando il trofeo diventò la “Coppa Rimet”, decise che alla terza vittoria, sarebbe stata consegnata definitivamente ai vincitori. Ops. In soli 40 anni, 9 edizioni, il Brasile calò il tris e ci si trovò senza coppa, che poi infatti venne pure rubata e fusa in lingotti.

MOLTI DUBBI & POCHE CERTEZZE

Qualche avvisaglia però, doveva essere già venuta in mente quando gli azzurri, dopo 3 edizioni, ne avevano vinte ben due, chissà che paura. Fatto sta che, dalla ripresa dopo 10 anni di stop per quel “problemino” della seconda guerra mondiale, è cominciata un’alternanza molto curiosa tra vincenti del Sud America e dell’Europa. Cercate conferme? Vediamo: nel 1950 vinse l’Uruguay (ed anche questa compagine arrivò alla  seconda affermazione, aveva già vinto alla prima, nel 1930, quindi a quel punto il piano di Rimet vedeva due sole squadre campionesse, con due vittorie a testa in 4 edizioni, un po’ poco per garantire quella rotazione di bandiere pensata). Poi, con il Brasile in semi rivoluzione, nel 1954 vinse la Germania Ovest, nel 1958 i verde oro, confermati nel 1962, poi Inghilterra, Brasile, Germania Ovest, Argentina, Italia, Argentina, Germania, Brasile (notata la serie palindroma per le ultime 7 vittorie? Curiosa vero?), poi Francia, Brasile ed Italia. Quindi, una doverosa ed apparentemente inevitabile alternanza Europa – Sud America. Che poi la FIFA non sia nemmeno quell’organizzazione cristallina che la si dovrebbe credere, in tanti l’hanno pensato. Veri e propri drammi vicini a far muovere le ambasciate per presentare la dichiarazione di guerra, ce ne sono stati molti. In principio è ormai assodato che almeno uno dei nostri mondiali degli anni trenta, l’abbia fatto vincere il Duce. Poi, c’è la finale del ’66 in Inghilterra, con quello strano gol dopo traversa – linea – traversa – fuori  che ancora oggi non si è capito se la palla sia entrata o meno. Il ’70 poteva regalarci l’assegnazione della Coppa Rimet (in finale col Brasile), ma dovemmo accontentarci di Italia – Germania 4 a 3, che almeno ha vendicato i milioni di emigranti in terra teutonica che contavamo all’epoca. Il campionato d’Argentina del 1978 è considerato da molti esperti come uno dei più schifosi della storia, forse vicino solo a quello di Corea e Giappone del 2002. In primis, le squadre si confrontavano a poche centinaia di metri dai luoghi dove il regime dei colonnelli operava continue torture a presunti oppositori politici, e già qui, da dire ce ne sarebbe. Secondo, pareva chiaro che fischiare contro la squadra di casa potesse portare anche ad una schioppettata nella schiena al’arbitro, e infatti vinse l’Argentina, che in finale affrontò la compagnie che meritava di più la vittoria, quell’Olanda del calcio totale di Cruyiff. Nel 2002 invece, anche un bambino avrebbe capito che si erano mosse bene le presunte pedine, per regalare il tutto al Brasile, che anche con estrema fantasia, avrebbe potuto incontrare la prima squadra ostica tipo in finale, dopo essersi “scontrata” pesantemente con le corazzate Panama, Cina (alla prima in un mondiale di calcio) e Tunisia. Noi, va beh, possiamo dire “grazie arbitro Moreno”, perchè che la Corea del Sud arrivi nei primi quattro posti di una competizione come il Campionato del Mondo di Calcio, forse nemmeno alla fine del noto cartone animato a sfondo calcistico Holly e Benji poteva succedere. Piaccia o no, è accaduto così. Ora, nel mondiale che va ad iniziare, il primo giocato nell’emisfero australe dopo quello in Argentina di 32 anni fa, parrebbe essere proprio questa la compagine destinata a vincere. Sarà così? Possiamo solo dire: chi vivrà, vedrà. I presupposti, però, sembrano esserci tutti. (Davide Rabaioli)

Marcello Lippi

capitan Fabio Cannavaro

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