“Matisse: Radical Invention, 1913-1917” dal 18 luglio all’11 ottobre al MoMa di New York è una mostra ambiziosa, importante. Degli artisti più celebrati del XX secolo, quelli che hanno “dipinto” un secolo e che appartengono ormai alla memoria dell’umanità – ed Henri Matisse è certo nel club – si crede in genere di sapere tutto, o quasi, ed invece ciò che li rende ancora più eccezionali è il fatto che esistano molti aspetti della loro arte non sondati fino in fondo.
Nello specifico la mostra newyorchese attraverso 120 opere, tra dipinti sculture, disegni e stampe pone l’accento sui cinque anni dell’esistenza artistica di Matisse compresi tra il 1913 ed il 1917, ne esplora
a fondo i processi di lavoro e la sperimentazione rivoluzionaria di quello che lui chiamava il suo “metodo di costruzione moderna. ” Organizzata dal Museum of Modern Art e dall’Art Institute di Chicago, l’esposizione (allestita fino al 20 giugngo proprio nel museo di Chicago) è curata tra gli altri da John Elderfield, capo curatore emerito di pittura e scultura presso il MoMa.
Nel 1913 Matisse torna a Parigi dopo un lungo periodo trascorso in Marocco ed è nella nella capitale francese dove soggiornerà fino al 1917 prima di trasferirsi a Nizza che l’artista trova un importante punto di svolta. E’iIn questi cinque anni che dà seguito alla sua esigenza di sperimentare. Ciò che ne sortisce sono opere enigmatiche: quadri astratti e rigorosamente epurati dai dettagli descrittivi, quadri geometrici e netti, e soprattutto, dominati dai neri e grigi. In precedenza le opere di questo periodo erano considerate come una risposta al cubismo o alla Prima Guerra Mondiale. La mostra, al contrario, presenta questo momento come il prodotto di uno dei capitoli più significativi nell’evoluzione artistica di Matisse.
Punto culminante della mostra è la monumentale pittura “Bagnanti nel fiume” , che è stata oggetto di estese ricerche storico-artistico, archivistiche, e scientifiche che hanno sondato di metodi di lavoro di Matisse. Una pittura che l’artista ha rimaneggiato più volte in molti anni. I curatori ritengono che fornisca la chiave per lo sviluppo dello stile che Matisse ha messo a punto nel periodo considerato. Nel corso di quattro anni, infatti, i curatori dell’Art Institute grazie alle nuove tecnologie di imaging hanno scandagliato a fondo l’opera scoprendo da essa nuove informazioni sui metodi di lavoro adoperati, in particolare sui processi di revisione di composizione, colore e forma.
Sulla base di ricerca, l’esposizione mostra una vasta gamma di quadri di Matisse, sculture, disegni e le stampe, con un preludio di composizioni importanti sul tema bagnanti, tra cui il famoso Blue Nude (1907) e Bagnanti con una tartaruga (1908). Non mancano dipinti già molto celebrati, come il Ritratto di Yvonne Landsberg, e l’ultra-astratto- Finestra a Collioure e Vista su Notre Dame. Tra le sculture Back I, II, III, IV, e quindi le innovative acqueforti, le incisioni e i monotipi. Tra le curiosità, una presentazione speciale di stampe poco conosciute di Matisse dedicate ai prigionieri civili di Bohain-en-Vermandois. Si tratta di un gruppo di opere che l’artista vendette al collezionista Doucet Jacques, al fine di fornire un aiuto per coloro che nella sua città natale nel nord della Francia furono catturati dietro le linee nemiche durante la Prima Guerra mondiale.
© Riproduzione riservata









