Sarà il 9 giugno in libreria per Feltrinelli “Just kids”, opera letteraria firmata Patti Smith dedicata a tutti coloro che pur non avendo vissuto l’amosfera creativa degli anni ’60-’70 newyorchesi probabilemnte ne sentono nostalgia.
La “sacerdotessa del rock”, la “musa maledetta”, “la poetessa dylaniana”, mille modi per definirla, noi italiani l’avremmo chiamata semplicemente cantautrice. In questo libro – tuttavia – Patti Smith è soprattutto la testimone parlante di un’epoca, di un tempo fervidissimo che parte dalla Chicago degli anni ’50, la città dell’infanzia, ed approda a New York,
la metropoli dell’esplosione artistica, di Andy Warhol e di quel compagno di vita bohemien, il fotografo Robert Mapplethorpe che con lei intreccia un cammino artistico ai limiti del percorso iniziatico.
“Ricordavamo ogni cosa, il passato, il presente e il futuro, chi avevamo perso, chi stavamo perdendo, e chi alla fine avremmo perduto“, scrive Patti facendo ancora una volta appello ai ricordi per rendere omaggio a colui, come l’amico Robert, s’è perso davvero, annullato dall’Aids negli anni ‘90.
Dal risvolto di copertina:
“New York, ultimi scampoli degli anni sessanta, l’atmosfera è effervescente. Patti e Robert stanno passeggiando, sono in città per festeggiare l’estate indiana. Incrociano una coppia di anziani, che si ferma a osservarli stupiti. “Fagli una foto,” dice la donna. “Perché?” risponde il marito, “sono soltanto ragazzini.” Just kids. Patti Smith sa guardarsi indietro e lo fa senza risparmiarsi, con la placata esuberanza dell’artista che ha raggiunto le vette del successo e della sua arte e con la passione disincantata di chi attraverso la fama ha imparato a conoscere luci e abissi. La sacerdotessa del rock ripercorre i sentieri che dall’infanzia a Chicago la portano a New York. Qui incontra Robert Mapplethorpe, fotografo estremo che con lei intreccia un cammino di arte, di devozione e di iniziazione. Insieme scoprono che rock, politica e sesso sono gli ingredienti essenziali della rivoluzione a venire. Il vero collante tra Patti e Robert è l’amicizia. Un’amicizia rara, pura, preziosa. Un patto esplicito di reciproco sostegno, fondato sulla condivisione di sogni, di visioni, di idee. Di arte. Just kids è la confessione di una delle più grandi protagoniste del rock americano, di un’originale poetessa, di una musa, di una donna che ha saputo vivere ai margini delle convenzioni”.
© Riproduzione riservata


