Sanremo History (1999 – 2004): tutto diverso, tutto eguale

2002 – Tre liguri ai primi tre posti Novità importanti al 52mo festival. Innanzitutto, ecco il ritorno del carismatico Pippo Baudo (undici conduzioni le sue: […]

2002 – Tre liguri ai primi tre posti

Novità importanti al 52mo festival. Innanzitutto, ecco il ritorno del carismatico Pippo Baudo (undici conduzioni le sue: dal ’68 fino al 2002); e, accanto a lui, di nuovo sul palcoscenico alcuni grandi della musica leggera: Gino Paoli, Mino Reitano, Patty Pravo, Fausto Leali, Loredana Bertè. A volte ritornano si leggeva su Lo Specchio n° 506 del 25 febbraio 2006 (articolo siglato A.T.) a proposito del ritorno di Pippo Baudo, dopo sei anni, in quel di Sanremo: Delle canzoni non gliene frega niente a nessuno, La polemica si sintonizza sulla presenza di Benigni. Viene persino fondato un comitato, il BO.BE (boicottare Benigni), fortemente voluto da Giuliano Ferrara, ma il comico spiazza i detrattori recitando un canto di Dante ed emozionando astanti e pubblico a casa. Persino il Vaticano apprezza. Solo l’Arcuri resta contrariata quando Robertaccio infila la testa sotto la sua gonna. Non sa, la ragazza, che ai bei tempi lui ha fatto di molto peggio.

L’imprevedibile premio Oscar Benigni, oltre alle spiritosaggini e alle ardite spavalderie, fu il mattatore della serata finale stupendo il pubblico recitando in modo magistrale la Preghiera della Vergine tratta dalla Divina Commedia, una lezione di cultura e di sapienza. L’annunciata presenza del comico nella serata finale aveva scatenato le polemiche da parte di Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio. Il giornalista aveva minacciato contestazioni in sala e lanci di ortaggi contro il “fazioso” Benigni, che, da par suo, si presentò sul palcoscenico senza ricevere oltraggi né ortaggi ma solamente ovazioni e apprezzamenti da destra e da sinistra. Anzi: Benigni, attento alla par condicio, dopo aver equamente scherzato sui politici dell’arco costituzionale (da Berlusconi a Fassino), concluse il suo intervento con un deferente augurio a tre presidenti: a Baldassarre (Rai), a Ciampi (Presidente della Repubblica) e al premier Berlusconi (a quest’ultimo: l’augurio che agisca in modo di farci sentire orgogliosi di essere Italiani. Buon lavoro presidente!). Fabrizio Rondolino così scriveva su La Stampa del 6 marzo: Sanremo è lo specchio, è un sismografo infallibile, è la rappresentazione in musica e paillettes dell’Italia che cambia, che non vuole cambiare, che un po’ si detesta e molto si ama. Quest’anno la musica cambia, si ritorna al futuro. E nel futuro c’è la grande arte democristiana dell’eterno ritorno dell’uguale. Pippo Baudo, che della cultura democristiana rappresenta senza dubbio una delle sintesi più alte, è tornato al paradiso di Sanremo dopo una triste discesa nell’esilio della tv commerciale e nella nuova gavetta a Rai Tre.

A riandare indietro con la memoria, appare chiaro che Pippo Baudo fu l’indiscusso artefice e protagonista della manifestazione. A fare da supporto a Baudo, ecco la bionda Vittoria Belvedere e la mora e sensuale Manuela Arcuri. Il Dopofestival venne affidato a Ventura, affiancata dal giornalista Francesco Giorgino, da Gene Gnocchi e da Maurizio Crozza. Comici di lusso si alternarono sul palcoscenico del Festival: Fiorello, Anna Marchesini, Teo Teocoli, Gigi Poietti e il già citato Roberto Benigni.

E le canzoni? Già, le canzoni! Si trattava pur sempre del Festival della Canzone italiana quello “spettacolone” che sembrava in realtà aver ‘fagocitato’ lo scopo per cui era nato: la difesa della canzone del Belpaese. E, per ricordare gli intendimenti precipui per cui era sorta la manifestazione. Soprattutto in quel 2002, i discografici lamentavano la crisi del settore e le forti perdite. In realtà, i maggiori fruitori di musica, cioè i giovani, a causa dei prezzi elevati (un Cd costava venti e più euro), erano costretti a rivolgersi alla ‘pirateria’, il vero mercato parallelo accanto a quello ufficiale ormai in rosso. Nel 2002, a Sanremo i Matia Bazar giunsero primi con Messaggio d’amore. E per lo storico gruppo fu proprio tempo di rinascita. Al secondo posto Alexia con Dimmi come (per Alexia un esordio con una canzone in italiano, dopo i successi dance in inglese); terzo Gino Paoli con Un altro amore (a Paoli il premio per la miglior qualità della canzone). Un vero trionfo per la Liguria, con il podio tutto suo. Dopo i primi tre classificati, ecco Fausto Leali insieme a Luisa Corna con Ora che ho bisogno di te, Enrico Ruggeri con Primavera a Sarajevo, Mariella Nava, Filippa Giordano, Francesco Renga, Fiordaliso, i Gazosa, Michele Zarrillo, Gianluca Grignani, il tenore Alessandro Safina (all’esordio con Del perduto amore), Daniele Silvestri, Nino D’Angelo, Patty Pravo, Loredana Bertè, Mino Reitano, le Lollipop, Timoria.

Nella categoria “Giovani”, vittoria di Anna Tatangelo con Doppiamente fragili; dopo di lei, Valentina Giovagnini, Simone Patrizi, Gianni Fiorellino. Da registrare la partecipazione (un poco deludente) di due figli d’arte: Marco Morandi e Giacomo Celentano.

Nell’edizione n°52, non ci furono i “superospiti” italiani ma solo presenze straniere di prestigio: Shakira, Anastacia, Kylie Minogue, Alanis Morrissette, Destiny’s Child, Alicia Keys, Britney Spears, Michael Bolton e altri ancora.

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