Pac-Man, quei 30 anni passati a ingoiare palline

Tutti quelli che l’hanno adorato da bambini adesso non si facciano prendere da turbe psichiche figlie degli anni che passano, dell’acqua sotto i ponti che [...]

Tutti quelli che l’hanno adorato da bambini adesso non si facciano prendere da turbe psichiche figlie degli anni che passano, dell’acqua sotto i ponti che scorre e delle stagioni che continuano il loro roteare incurante di noi umani. Quando a 6 o 7 anni magari si andava in sala giochi a far fuori monetine da 200 lire, lui è nato, ed ora, dato che, lo sappiamo, gli anni sono passati, anche il mitico “gabo gabo gabo”, Pac Man, è arrivato alla trentesima candelina.

Un momento storico, omaggiato per fino da sua immensità, Google, che gli ha dedicato il logo dell’home page di ieri, 21 maggio 2010. La mente del gioco, uscito nel 1980 in versione arcade, è stato un giapponese Tohru Iwatani per la Midway Games. Con l’etichetta “Namco”, negli anni successivi, diventò un vero e proprio motivo di delirio collettivo. Tutti i bambini facevano le squadre dei Pac Man (nome originale Puckman) contro quella dei Fantasmini dai quali il protagonista doveva scappare, divorando migliaia di palline in un labirinto avendo come unica arma la “pillola” o la “forza” o la “magia”, che dir si voglia, che era rappresentata dalla super pallona presente in qualche angolo che inibiva i cattivi e permetteva di mangiarli.

Il personaggio, che sembra sia stato ispirato al suo autore da una forma di pizza dalla quale mancava una fetta (c’è sempre un po’ di Italia in ogni genialata) nel gioco passava una lunga serie di rettilinei, curve a gomito ed angoli, per lo più in fuga dai suddetti fantasmini, a caccia di fragoline o ciliegine che, collezionate, davano magari una vita omaggio. Il gioco è entrato anche nella storia per una strana particolarità. Senza perdersi in considerazioni che sarebbero chiare solo a chi ha masticato un po’ di informatica nella sua vita, Pac-Man aveva un blocco, causato da semplici amenità esadecimali, al livello 256. Questo, è una potenza di 2, l’unità del calcolo binario, una specie di millenium bug che faceva impazzire il gioco. Il livello in questione, si caricava con le parti mischiate e mezza mappa incomprensibile, quindi, quello era considerato dai patiti più patiti, l’ultimo schema giocabile. Nelle nebbie del tempo, però, pare che un bambino di 8 anni, un giorno, lontano, in America, fosse riuscito ad arrivare allo straordinario punteggio di più di 6 milioni di punti. Cosa che era possibile, superando, probabilmente solo a memoria, lo schema 256. (Davide Rabaioli)

Una curiositè: la mappa ad altissima risoluzione riprese dalla sonda Cassini della luna ghiacciata di Saturno, Mimas rivela modelli sorprendenti sulla superficie del piccolo pianeta e anche inaspettate regioni calde che somigliano “Pac-Man”.

La parte sinistra di questa immagine mostra Mimas in luce visibile, la parte destra, invece, mostra la nuova mappa della temperatura, che appunto assomiglia al gioco icona degli anni ’80. L’immagine è della Nasa.

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