Finalmente è arrivata l’ora del primo e unico film italiano in corsa alla Palma d’oro di Cannes: “La nostra vita” di Daniele Luchetti. Due proiezioni – quella per la stampa alle 11.15 e quella serale (ore 22.30) e poi si saprà quante possibilità ha Luchetti di portare a casa l’ambito premio, e vale la pena ricordare che la sua storia col festival di Cannes è segnata da momenti felici.
E’ anche la giornta di Ken Loach e del suo film sugli “eserciti privati” nella guerra in Iraq “Route irish” inserito all’ultimo momento nella competizione. E infine, dell’unico film americano in corsa alla Palma, “Fair Game” di Doug Liman. Assente dalla Croisette – come ormai è noto – il protagonista Sean Penn. Lontano per motivi umanitari, l’attore infatti si trova ad Haiti in soccorso delle vittime del terremoto, sul tappeto rosso il festival ritroverà Naomi Watts, una delle muse che hanno ispirato l’ultimo film di Woody Allen, passato fuori concorso nei giorni scorsi.
“Simon Werner a disparu” di Fabrice Gobert e “Rebecca H – return to the dogs” di Lodge Kerrigan, sono invce le due proiezioni della sezione “Un certain regard”.
Intanto è stato annunciato un nuovo film in selezione ufficiale, “Making fack off” di Fred Poulet, oggetto di una proiezione speciale domani.Girato in super 8 racconta i retroscena della lavorazione di Mammuth, film di Benoît Delépine e Gustave de Kervern, interpretato da Gérard Depardieu, Isabelle Adjani e Anna Mouglalis. Alla proiezione sono attesi Benoît Delépine, Gustave Kervern e Gérard Depardieu.
A tre giorni dalla chiusura del 63mo festival, può cominciare il gioco delle previsioni. E se tra i critici cinematografici i pareri sono – come sempre – contrastanti, ci pensano i bookmaker a mettere un po’ d’ordine. Nello spacifico ci pensa Paddypower, il più grande allibratore irlandese che pone come favorito assoluto Ken Loach. La cosa buffa è che il regista inglese vinse la Palma quattro anni fa con “Il vento accarezza l’erba”, battendo due registi presenti anche quest’anno, il messicano Alejandro González Iñárritu (Babel) e il franco algerino Rachid Bouchareb (Indigènes).
Questo l’elenco e le relative quote. Si può non essere d’accordo, tanto più che le proiezioni non sono neppure finite. Ad esempio tra i nomi suggeriti da molti critici c’è quello del thailandese Apichatpong Weerasethakul che il bookmaker mette agli ultimi posti. E invece dopo una vittoria ad “Un certain regard” nel 2002 (Blissfully Yours) ed un premio della giuria nel 2004, quando la Palma andò a Fahrenheit 9/11, questo 2010 potrebbe essere l’anno buono. Apichatpong Weerasethakul comunque presenterà solo domani il suo film “Loong Boonmee Ralek Chaat” e parlare adesso di una possibile vittoria è non poco prematuro. Diciamo che a dargli ragione per il momento è la legge delle probabilità.
3/1 Route Irish (Ken Loach) – 4/1 Biutiful (Alejandro González Iñárritu) - 5/1 Another Year (Mike Leigh) – 6/1 La Princesse de Monptpensier (Bertrand Tavernier)
- 6/1 Poetry (Lee Chang-dong) – 10/1 Fair Game (Doug Liman) – 12/1 Tournee (Mathieu Almaric) – 14/1 Des Hommes et des Dieux (Xavier Beauvois) – 16/1 Hors-la-loi (Rachid Bouchareb) – 16/1 Un Homme Qui Crie (Mahamat-Saleh Haroun) – 18/1 Outrage (Takeshi Kitano) – 18/1 You, My Joy (Sergei Lovnitsa) – 20/1 Housemaid (Im Sang-soo) – 20/1 La Nostra Vita (Daniele Luchetti) – 20/1 Loong Boonmee Ralek Chaat (Apichatpong Weerasethakul) – 25/1 Rizhao Chongqing (Xiaoshuai Wang) – 25/1 Copie Conforme (Abbas Kiarostami) – 33/1 A Frankenstein-terv (Kornel Mundruczo) – 33/1 Utomlyonnye Solntsem 2 (Nikita Mikhalkov).
Route Irish
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