Napoli, in mostra i tesori sepolti sotto la linea del metrò

Si smuove la terra per permettere i lavori della nuova linea di Metropolitana, si ritrovano tesori archeolgici che fanno rivivere e riscoprire la storia stessa [...]

Si smuove la terra per permettere i lavori della nuova linea di Metropolitana, si ritrovano tesori archeolgici che fanno rivivere e riscoprire la storia stessa della città. E’ quanto – tra stupore, conferme e molti problemi logistici – è accaduto a Napoli negli ultimi anni, dove la costruzione della linea del metrò che attraverserà il cuore della città, ha riportato alla luce tesori solo immaginati ed una parte dei quali saranno oggetto della mostra curata da Daniela GiampaolaNapoli, la città e il mare” al Museo Archeologico Nazionale da venerdì 21 maggio fino al 20 settembre.

La mostra prende avvio dalle recenti scoperte archeologiche per illustrare un capitolo tra i meno noti della storia della città: la fase bizantina, caratterizzata da un considerevole processo di trasformazione urbanistica del fronte a mare. L’esposizione presenta due nuclei di reperti architettonici marmorei, rinvenuti a distanza di poco più di cento anni uno dall’altro, a Napoli nell’area del Rettifilo: uno durante gli scavi per la realizzazione della Stazione Università in piazza Bovio, l’altro nel fondaco Marramarra in via Benvenuto Cellini, alla fine dell’800, nel corso delle opere di ristrutturazione dei quartieri bassi della città.

Riporta la nota di presentazione: “Ai resti della fortificazione cittadina di età bizantina rinvenuti a Piazza Bovio appartiene una torre, il cui scavo ha rivelato il reimpiego di marmi antichi nei paramenti e nel nucleo interno. Tali elementi architettonici, di eccezionale interesse storico e artistico, erano pertinenti ad un arco onorario dell’epoca degli imperatori Severi, spogliato tra il VI e il VII sec. d.C. per recuperare pietra di buona qualità. L’arco doveva essere ubicato poco lontano dal luogo di rinvenimento, sul litorale antistante l’insenatura portuale antica. La mostra presenta, al centro dell’atrio del Museo, la ricostruzione del frammento di torre rinvenuto nello scavo per restituire il contesto di ritrovamento e le tracce materiali da esso emerse. Dalla grande ricostruzione della torre si irraggiano le storie e le sintesi interpretative dei contesti indagati e dei singoli reperti, il cui recente restauro è stato finanziato dal Comune di Napoli. Ben diverse le modalità del recupero delle decorazioni architettoniche, rinvenute nel 1883 nel cd. fondaco Marramarra, non lungi da piazza Bovio, a valle del Rettifilo, anch’esse riutilizzate nella fondazione di un edificio più recente. Tali materiali appartengono a diversi edifici di età imperiale, tra cui probabilmente un arco di età domizianea. Completa l’esposizione un video che racconta l’evento archeologico, dal ritrovamento nell’area della fortificazione con la torre, al recupero dei marmi, fino al loro restauro. Una sorta di storyboard che ripercorre le tappe più importanti delle ricerche e inquadra lo scavo di piazza Bovio nel più ampio progetto di archeologia urbana dei cantieri delle stazioni della nuova Metropolitana di Napoli”.

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag