Un volto bellissimo, un’espressione rapita ma dolcemente intensa, l’Angelo musicante del Tiepolo conservato nei Civici Musei Udinesi è al limite del conturbante, figura eterea per un un capolavoro che confonde l’identità di genere. E’ maschio? E’ femmina? E’ un angelo, è senza sesso. Al pittore veneziano che nel capoluogo friulano ebbe una sorta di seconda patria, Udine torna a dedicare a partire da venerdì 21 maggio un’articolata manifestazione, in programma per il secondo anno consecutivo. Ma non chimatelo festival,“Le giornate del Tiepolo” vogliono sfuggire a certe semplificazioni, proponendosi pituttosto come un progetto culturale nel quale arte e arti si contaminano, per offrire uno spazio di godimento intelligente intorno al tema del Settecento e del Barocco in pittura, nella musica, nella letteratura, nella poesia. Complessivamente una ventina di appuntamenti che si dipaneranno fino al 30 maggio. (www.udinecultura.it)
L’immagine guida della manifestazione è proprio l’angelo di cui sopra, la figura pregevolissima che perfettamente riesce a trasmettere l’emozione del periodo e ancor di più, gli enigmi che il Tiepolo e la sua pittura evocano. Pittura della quale Udine è particolarmente ricca, grazie ai notevoli cicli di affreschi che l’artista lasciò in città. Non aveva ancora 30 anni quando fu chiamato nel 1725 dal patriarca Dionisio Dolfin per decorare il suo palazzo. E dal Duomo al Patriarcato, dal Castello, ad alcune dimore private fino, alla Chiesa della Purità; importanti commissioni schiusero al pittore le porte del successo europeo.
In concomitanza col via delle Giornate del Tiepolo, inaugurerà al castello di Udine la mostra “Giambattista Tiepolo tra scherzo e capriccio”. Nell’esposizione curata da Cristina Donazzolo Cristante e Vania Gransinigh c’è il corpus completo della produzione grafica dell’artista veneziano e una selezione di disegni. Il tutto affiancato dagli oli del Tiepolo e dei tiepoleschi patrimonio delle gallerie d’arte udinesi e dai cicli di affreschi che i Tiepolo, Giambattista e Giandomenico (il figlio), hanno lasciato in città e che valgono ad Udine l’appellativo di “Città di Tiepolo”.
Le opere grafiche del Tipeolo “sono immagini che segnano, per qualità estetica ed esecutiva, un unicum nella storia dell’arte grafica – precisano gli organizzatori – ma ciò che più affascina in questi capolavori non è tanto la pur eccelsa esecuzione tecnica ma ciò che l’artista vi ha rinchiuso, il significato segreto che sottende ai particolarissimi e mai casuali lavori. Il senso pieno di queste immagini ancora sfugge. Di certo nella vi è raffigurato casualmente ed è verosimile che il messaggio finale di questi rettangoli impressi di sapere occulto fosse intelleggibile solo ad una ristretta cerchia di intellettuali, di adepti. Anche in ciò risiede il fascino e la malia di questi “sfuggenti” capolavori. Su ciascuno di essi si sono riempite pagine di interpretazione, senza giungere a certezze di lettura che, evidentemente, l’artista intendeva condividere con pochi. In apparenza si tratta di soggetti semplici, anedottici, divertiti. In realtà si tratta di raffigurazioni a diversi piani di complessità e di interpretazione. Tutti oggi concordano sul fatto che il loro significato vada ricercato nel lato oscuro, misterioso, di quell’età dei Lumi da cui appare caratterizzato il Settecento razionalista a livello internazionale. Messaggi esoterici? Molte chiavi di quei misteri oggi sono andate smarrite e, con esse, la capacità di capire sino in fondo il significato significante di queste opere”.
Una certezza, tuttavia resta, è che il Tiepolo si dedicò alle opere grafiche degli Schizzi e Capricci con molta cura e per un lungo arco di tempo. Sono 35 le opere (tutte esposte), realizzate tra il 1741 ed il 1754. La mostra rimarrà allestita fino al 31 ottobre. Per info: PuntoInforma tel. 0432 414 717 – www.udinecultura.it
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