“Da Caravaggio ai Caravaggeschi”, in un libro tutte le ultime scoperte sul pittore

In questo anno che commemora il IV centenario della morte del Caravaggio, ecco un’opera che aiuta a comprendere in maniera scientifica ma accessibile, la complessità [...]

In questo anno che commemora il IV centenario della morte del Caravaggio, ecco un’opera che aiuta a comprendere in maniera scientifica ma accessibile, la complessità di un artista di cui molto si dice e troppo s’è detto, tanto da finire per rivestirne vita e opere con una spessa coltre di luoghi comuni.

Curato da Maurizio Calvesi, ovvero dal più eminente tra gli studiosi del Caravaggio, con Alessandro Zuccari, il volume “Da Caravaggio ai Caravaggeschi” (Cam editrice) sarà presentato venerdì 21 maggio (ore 18) a Roma, al Loggiato di Palazzo Venezia. Il motivo d’interesse aggiuntivo ai diciotto saggi inediti scritti da importanti studiosi sta nelle novità anche rilevanti, che gli ultimi studi hanno fatto emergere sulla biografia, la committenza e l’attribuzione delle opere di questo artista centrale nella storia dell’arte europea.

Ad aprire il volume è un saggio di Giacomo Berra, che ripercorre con minuzia i primi passi del giovane Merisi a Milano, individuandone gli spostamenti e le relazioni nel contesto delle parrocchie meneghine. Dall’analisi dei documenti, l’autore ricava nuovi dati sulla famiglia specialmente sullo zio sacerdote, che per primo lo spinge a partire per l’Urbe.

Della produzione giovanile dell’artista scrive invece di Maurizio Calvesi, lo studioso che ha tra i meriti quello d’aver rovesciato l’immagine di “artista maledetto” del Caravaggio riconsegnandoci l’immagine di un artista “impregnato di umori filo-pauperisti provenienti dall’ambito oratoriano che nel solco di Carlo Borromeo ripropongono il cristianesimo puro delle origini. I giovani che dinanzi a canestri di frutta e strumenti musicali atteggiano il volto a una serafica letizia sono efebi cantori che intonano lodi al signore, riconfermando l’interpretazione di un Caravaggio apprezzato dall’ala “di sinistra” della Controriforma”.

Anche Dalma Frascarelli interviene sui dipinti giovanili. Gli admirabiles fructus che Caravaggio pone nelle canestre, sono, secondo l’autrice, simboli del rito eucaristico ambrosiano.

Laura Testa, invece, scandagliando l’Archivio Aldobrandini ha portato alla luce preziose informazioni sul rapporto tra Caravaggio e il Cavalier d’Arpino al tempo del suo primo approdo romano. In questo ambito si scopre, con sorpresa, l’inedito ruolo di protettrice di Olimpia Pamphilij nella fuga dell’artista da Roma. Donna Olimpia, sorella di papa Clemente VII è introdotta al Caravaggio dal Cavalier d’Arpino, consulente artistico e a stipendio del Cardinal Aldobrandini.

Tre saggi di Massimo Moretti, Marco Pupillo e Vincenzo Abate indagano la vita di tre personaggi, committenti ed eminenti prelati, coinvolti a diverso titolo nell’opera e nella vicenda caravaggesca.

La rivelazione di una scoperta nel saggio di Maurizio Marini che propone di attributire all’ultimo Caravaggio, un ulteriore San Giovannino e la sua copia, dipinto di cui rintraccia l’intricato percorso attraverso i numerosi  passaggi di proprietà. Claudio Strinati riesamina invece la figura di Giovanni Baglione, il grande rivale del Caravaggio, dimostrando come, in realtà, la sua pittura abbia assimilato lo stesso uso drammatico della luce e dell’ombra del suo “nemico”.

Particolarmente importanti per le novità attributive, sono anche i saggi dedicati ai seguaci del Caravaggio. Alessandro Zuccari che ridisegna una nuova fisionomia per la figura eccentrica di Angelo Caroselli, “il pasticciere di quadri”; Massimo Pulini si dedica invece ad Orazio Gentileschi arricchendone il catalogo di nuovi capolavori e restituendo una nuova centralità ad un maestro fino ad oggi non adeguatamente apprezzato. Analizzandone lo stile con il suo occhio appuntito, Pulini rivela l’uso precoce, da parte dell’ artista, di una sorta di “camera oscura” che mediante la rotazione ottica gli consente nuove e straordinarie invenzioni di scorci e inquadrature.

Ancora Carvaggeschi, ma anche il problema delle copie e nuove interpretazioni – anche biografiche – negli altri saggi che completano un volume sicuramente prezioso.

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