Sarà Riccardo Muti ad inaugurare, il 10 giugno, il Teatro Grande degli Scavi di Pompei. Un concerto curato dal teatro San Carlo di Napoli che vedrà il maestro dirigere l’orchestra giovanile “Luigi Cherubini” per una serata che segna la restituzione del grande edificio romano alle rassegne di carattere internazionale.
Lontani quegli anni ’70, (precisamente era il 1972) quando furono i Pink Floyd a portare al mondo le suggestioni della musica
nell’ampio anfiteatro vecchio di 2000 anni. Tuttavia adesso sembra cominciata una nuova stagione e la serata (si replica il giorno 11 giugno) dobrebbe essere solo un preludio ad un cartellone che verrà realizzato in collaborazione con le principali istituzioni culturali del Mezzogiorno, oltre che con la Fondazione Teatro di San Carlo.
Per arrivare a questo sono stati necessari una serie di restauri, gli ultimi dei quali hanno dotato il teatro di nuove illuminazioni, segnaletica, transenne e protezioni, realizzati o restaurati nel rispetto delle norme sulla conservazione dei beni artistici. “Agli spettatori – riferisce una nota della soprintendenza - accolti nella bellezza di un luogo unico al mondo e con venti secoli di storia, verrà quindi proposto un impianto scenico appositamente realizzato, accanto alla comodità dei moderni servizi”.
“La riapertura e la restituzione al mondo intero del Teatro Grande dell’area archeologica di Pompei è un fatto di straordinaria importanza”, sottolinea il maestro Muti. “Tale avvenimento si inserisce in quel processo di rilancio della vita culturale di Napoli e della Campania, che tramite le sue istituzioni, in primo luogo il Teatro di San Carlo, si pone l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza delle antiche tradizioni partenopee”.
Riccardo Muti arriverà a Pompei dopo gli impegni di Salisburgo dove, dal 2007, è protagonista del Festival di Pentecoste con la Cherubini “orchestra in residence” del progetto quinquennale che la prestigiosa rassegna austriaca, in coproduzione con Ravenna Festival, ha avviato con il maestro per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento Napoletano.
Il concerto propone un programma di musiche del grande repertorio classico: dall’ Ouverture-Fantasia ‘Romeo e Giulietta’ di Čajkovskij, all’Uccello di Fuoco di Stravjnskij (Suite 1919). Chiusa grandiosa con la Quinta Sinfonia in do minore, op.67 di Beethoven.
Già aperte le prevendite. Per informazioni e prenotazioni: Biglietteria Teatro di San Carlo, tel. 081.7972331/412 (biglietteria@teatrosancarlo.it) e prevendite abituali autorizzate.
IL TEATRO GRANDE
Autorizzato ad accogliere circa 1800 spettatori (in età augustea ne poteva ospitare circa 5.000) il teatro edificato nel II sec. a.C. sfrutta il pendio naturale per la costruzione delle gradinate (cavea), a ferro di cavallo, distinte in tre zone, di cui quella inferiore (ima cavea), rivestita di marmo, era riservata ai decurioni ed ai cittadini importanti. Palcoscenico e scena – adorna di marmi e statue - in opera laterizia, risalgono al restauro del 62 d.C., dopo il terremoto. Nell’antichità vi si rappresentavano le Atellanae, ma anche le commedie di Plauto e Terenzio, i mimi e pantomimi.
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