Dopo le mostre su Chagall, nel 2008, e Gianni Berengo Gardin, nel 2009, con questo nuovo appuntamento il settecentesco Palazzo Penotti Ubertini si consolida come Dimora delle Arti e rafforza il suo carattere di grande centro espositivo in un territorio, il lago d’Orta e il vicino lago Maggiore, che conta ogni anno, nella bella stagione, oltre due milioni di turisti, italiani e stranieri.
La mostra “Pittura dell’Ottocento tra Piemonte e Lombardia”– che ha già aperto al pubblico – presenta trentadue opere di ventitre pittori piemontesi e lombardi dell’Ottocento e del primo Novecento, che esplorano il soggetto lacustre nelle sue valenze panoramiche e ambientali ognuno secondo il proprio sentire e la propria indole.
L’esposizione è ampia e distribuita nel tempo: dall’interpretazione romantica di Giuseppe Camino a quella più moderna e concisa di Galileo Chini copre un periodo di circa ottant’anni e privilegia, pur nei diversi intendimenti interpretativi ed espressivi, la tradizione e l’orientamento figurativi. Tra i ventitre artisti esposti figurano i piemontesi Marco Calderini, Giuseppe Camino, Lorenzo Delleani, Giovanni Guarlotti, Alessandro Lupo, Enrico Reycend, Andrea Tavernier e Felice Vellan. A essi si aggiungono Cesare Maggi (ancorché romano di nascita, ma figlio di un famoso attore piemontese) e l’emiliano Cesare Gheduzzi, appartenente a una dinastia di pittori bolognesi trasferitasi a Torino in giovane età. I lombardi sono rappresentati da Leonardo Bazzaro, Ludovico Cavaleri, Eugenio Gignous, Alberto Grubicy, Silvio Poma, Costantino Prinett, Paolo Sala, Eugenio Spreafico e Achille Tominetti, nonché il napoletano Achille Formis Befani, trasferitosi non ancora trentenne a Milano. Due autori “fuori regione”, ma che nei loro lavori hanno raffigurato i laghi del Nord Italia, sono il fiorentino Galileo Chini e il bolognese Luigi Bertelli.
Contestualmente a questa mostra, Palazzo Penotti Ubertini ospita tredici sculture e sette dipinti a olio dell’artista Rabarama (pseudonimo di Paola Epifani), cui è dedicata l’edizione 2010 di Ortissima Percorsidorta. Altre dieci sculture, date le dimensioni monumentali, sono esposte all’aperto, nelle vie di Orta San Giulio. Il progetto Ortissima Percorsidorta nasce nel 2007 con la volontà di garantire una sequenza di eventi dedicati alla scultura monumentale all’aperto e con l’intento di portare a Orta San Giulio i più grandi nomi dell’arte del Novecento italiano e internazionale. Alla base dell’idea espositiva c’è stata fin da subito la volontà di creare un evento dove il luogo non fosse mero contenitore, ma avesse al contrario un’importanza fondamentale nel costruire la particolare identità della manifestazione. La bellezza unica di Orta San Giulio ne fanno il luogo più adatto a questo tipo di esposizione, una naturale isola pedonale le cui dimensioni ridotte permettono lo studio di un vero e proprio itinerario che accompagna il visitatore per i vicoli della città facilitando una fruizione delle opere unica e irripetibile. Parallelamente alla mostra a Orta San Giulio, Rabarama espone tredici opere a Cannes fino al 28 ottobre: quattro sculture inedite in marmo di Carrara si possono ammirare sulla Croisette e nove sculture monumentali nel giardino del Grand Hotel di Cannes.
Informazioni pratiche: L’esposizione delle opere monumentali di Rabarama per Ortissima Percorsidorta 2010 è a ingresso libero ed è usufruibile 24 ore su 24 nelle vie, nelle piazze e sul lungolago di Orta San Giulio, dal 24 aprile al 3 ottobre. La visione delle sculture e dei quadri di Rabarama esposti a Palazzo Penotti Ubertini è a pagamento: intero: € 7; ridotto: € 5 (studenti, disabili, maggiori di 65 anni, soci Touring Club, soci Fai, Abbonamento Musei); gruppi sopra le 10 persone: € 3,5; gratuito per i bambini fino a 6 anni. L’ingresso consente anche di visitare la mostra “Il Lago. Pittura dell’Ottocento tra Piemonte e Lombardia”. Dal 3 aprile all’11 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18,30; giorno di chiusura il martedì; dal 12 giugno al 3 ottobre dalle 10 alle 23 continuato; giorno di chiusura martedì
(Nicole Montanari)
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