Centre Pompidou, aperta la succursale di Metz nel segno dei capolavori

Grazie al tetto a  “cappello” costituito da una membrana in fibra di vetro di 8mila metri quadrati lo hanno già soprannominato “casa dei Puffi”, il [...]

Grazie al tetto a  “cappello” costituito da una membrana in fibra di vetro di 8mila metri quadrati lo hanno già soprannominato “casa dei Puffi”, il nuovissimo Centre Pompidou di Metz proprio ieri ha aperto i battenti regalando al pubblico (per una settimana l’ingresso sarà gratuito) una super-mostra che esplora il concetto di capolavoro attraverso 800 lavori del XX secolo. Le firme: Picasso, Kandinsky, Matisse, Mondrian, Braque e Leger, tanto per fare qualche nome.

E così il celeberrimo museo d’arte moderna di Parigi è finalmente sbarcato in Lorena, dopo 7 anni di lavori ed una spesa di 86 milioni di euro. Pur dipendendo dal Centre di Parigi, il museo di Metz godrà di una certa autonomia organizzativa, e potrà “sfruttare” l’immenso fondo di 65mila opere custodite nella “casa madre”. L’esempio vale la pena d’essere rimarcato, poiché i grandi spazi del CPM consentiranno di ospitare opere trascurate e tenute in deposito (sappiamo benissimo quanto i magazzini dei musei italiani siano carichi di capolavori non fruiti). E così a Metz c’è spazio per gli enormi murales (18 metri) di Robert Delaunay, realizzati per l’esposizione internazionale del 1937 a Parigi, la stessa che vide il Guernica di Picasso. O ancora,  la collezione dei “Tre blu”  (Bleu I, II e III vedi foto di testa) di Joan Miró, un lavoro descritto come il più riuscito della sua carriera e recentemente restaurato.

Lo stesso edificio – tuttavia – è un’opera d’arte. Progettato dal giapponese Shigeru Ban, è un esagonono con tre gallerie sovrapposte e vetrate dalle quali si gode uno splendido panorama, gli spazi espositivi si completano con un auditorium, sale per workshop, una caffetteria e un ristorante con terrazza.

Il gioiello architettonico è stato pensato per attirare pubblico dal vicino Belgio, dal Lussemburgo, dalla Germania, e dalla stessa Parigi cui è collegato col TGV. Lo spunto pare sia stato offerto dal Museo Guggenheim di Bilbao, che ogni anno conta milioni di visitatori dando una notevole “mano” ad una zona che ha patito una forte deindustrializzazione . Ma il decentramento del Pompidou non è ancora terminato, in occasione della presentazione del museo di Metz è stata annunciata l’iniziativa di un museo mobile che viaggerà in diverse città francesi. In modo simile, il Louvre aprirà nel 2012 una filiale nella città di Lens.

dettaglio del museo di Metz

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