Matura in otto ore, è stata seminata alle 12:00, quindi quattro conti…. alle 20:00 si raccoglie la canna da zucchero. Prima di dormire, si riescono a seminare anche delle more, che maturano in solo quattro ore, ma ci vorrebbe benzina per l’harvester, il tractor ed il seeder, se no si fa tardi e la semina dell’uva bianca arriva tardi il giorno dopo, sono dodici ore, un sacco di tempo.
Quelli riportati sono solo alcuni esempi di quella che, incredibile a dirlo, ha creato una vera e propria psicosi informatica, con la complice partecipazione del noto social network, Facebook, che l’ha fatta sua. L’oggetto del desiderio è FarmVille, un finto campo dove si può coltivare qualunque cosa, dall’uva a i broccoli, dalle carote al cotone, dalle patate al the verde. E poi si dice: braccia rubate all’agricoltura. Per quanto sia una palese finzione, sono svariati milioni gli utenti che ogni giorno fissano il passare delle ore e degli appuntamenti in ragione dei raccolti del podere. Sì, perchè a FarmVille non ci si può collegare per giocare e basta, no, troppo facile. Nella fattoria si va a fare il raccolto, un orto alla volta, un filare dopo l’altro. Poi si ripete tutto il giro per cavare la terra se non ci sono macchine disponibili e poi il terzo turno per seminare. La mente di quello che in tanti hanno già chiamato un’ossessione, una dipendenza dalla quale faticano a staccarsi, è la Zynga, software house californiana. L’utente medio, uno dei circa 90 milioni che ogni giorno si collegano a FaceBook solo per accedere ai loro averi, ad ogni accesso dovrà fare attenzione all’apparizione di una pecora nera da adottare, o a capre di montagna da tosare o a decine di alberi pieni di frutti da raccogliere. Tutto con un click del muose, uno alla volta, lentamente, per tutti gli averi. Per i più accaniti, i soldi maturati con i semplici raccolti servono a poco, ci vogliono gli “FV”, Farm Value, la carta moneta che vale e la si guadagna nella misura di uno per ogni passaggio di livello, evento che accade ogni 10 mila punti circa di esperienza, fino al settantesimo, quando il gioco, per chi ha retto fino a lì, tecnicamente finisce, almeno per la carriera, perchè si smette magicamente di aumentare di livello. Zynga fa un po’ di tutto per cercare di mettere un po’ di pepe tra i “farmers”, ma c’è poco da fare, il gioco è sempre quello: raccogliere, cavare e seminare, un orto alla volta, per tutta l’estensione del campo. Oppure, si può fare quella che in tanti considerano “la folle idea”, si dà una strisciata alla carta di credito, per acquistare con euro veri, soldi o carta moneta finti, cose utili per acquistare ad esempio, una meravigliosa pagoda, o un golden retriever scodinzolante che tiene compagnia all’avatar che lavora come uno schiavo nel campo al posto dell’utente. Che gli umani siano in grado di farsi ammaliare da ogni cosa leggera ed apparentemente sciocca è noto, ma in tanti hanno avuto davvero bisogno di una rieducazione, di cure, di intervento di personale medico per riuscire a liberarsi dalla dipendenza dal lavoro virtuale in una fattoria, pensata come se fosse reale.
Non bisogna mai perdere l’equilibrio, la vita è una cosa, un gioco fatto di una replica del faticoso lavoro nei campi, con bestie di tutti i tipi, rumorose in modo indecente e con una musica di sottofondo che ipnotizza, non può, anzi, non deve vincere il cervello dell’umano e incatenarlo alle logiche di un tempo di maturazione qualsiasi. Questo, ovviamente, se non stanno per maturare i pomodori, perchè li si devono raccogliere in fretta, possibilmente con le macchine, così poi si semina l’aloe, che viene su in sei ore, e poi, prima di dormire, c’è tempo di seminare anche…. (Davide Rabaioli)
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