“Gli anni ruggenti della pubblicità”. Questo il titolo del nuovo lavoro edito da Instar Libri prodotto dalla mente geniale di Silvio Saffirio, ex personaggio e creativo del mondo pubblicitario, che ha deciso di incontrare ed investigare le menti che hanno regalato a milioni di italiani momenti che li facessero sorridere e li coinvolgessero anche durante quella rottura dello spot che interrompe il film o la partita.
Chi non è stato curioso di vedere la nuova invenzione con Bonolis e soci in paradiso a bere un caffè? O Massimo Lopez che passava giorni, settimane e mesi a fare l’ultima telefonata prima dell’esecuzione in un oscuro paese nord africano? A pensare queste vere e proprie saghe dello spot, che non è chiaro quanto servissero veramente a promuovere il prodotto, ma di sicuro attaccavano al televisore mamme, nonni e bambini, è stato Mauro Mortaroli, uno dei protagonisti del lavoro di Saffirio. Con lui, altri creativi del calibro di Pietro Gagliardi, Franco Moretti, Gianpietro Vigorelli, Marco Mignani e tanti altri. Scorrendo il volume ci si trova quello che, cinematograficamente, o televisivamente, si chiamerebbe back stage, ovvero il racconto di tutti quegli stimoli che arrivano ad una mente predisposta, la congelano in una scossa e la fanno pensare, seguendola come si fanno fare i primi passi ad un bambino, fino alla costruzione di un’idea che puzza di genio al primo vagito. La forza di questi personaggi è, come sempre quando qualche mente geniale di cui sopra inizia, dà il via ad una corrente, ha fatto la storia di un genere, ha creato un lavoro senza preparazione accademica, con la sola applicazione dei pensieri, messi in pratica, tramutati in storie e poi tutti, illuminati dal sole del mattino come l’amico del primitivo scopritore della ruota, hanno detto: “che idea, bello sto mestiere, ci provo”. Solo che poi la creatività e la fantasia non bastavano più da sole. Il momento d’oro dello spot e delle “reclame” è stato inevitabilmente il doppio decennio ’70 ’80. Poi? Saffirio, incredibile a dirlo, sigla la data di morte della miglior pubblicità nel 1995, con l’arrivo massiccio di Internet. Sarà vero? (d.r.)
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