Nella mareggiata che ha spazzato la Costa Azzurra portandosi via anche un bel po’ di preparativi c’è stato chi ha voluto vedere un segnale divino. Sarà che lassù qualcuno non ama il Festival di Cannes? Ma pare che a Nizza i danni non siano stati da meno ed escludendo particolari interessamenti dell’Onnipotente sulla riuscita della più sontuosa kermesse cinematografica, non resta che pensare che chi si accanisce contro le scelte del festival, del direttore Thierry Fremaux e del presidente Gilles Jacob sia la solita stampa “disfattista”. Perchè il Festival può piacere o non piacere, si può vivere come inopportuno momento di abbacinante colore, di sinistre (nel senso di parte politica) propagande, di mondanità a tutto campo ma non si può negare che è dalla Croisette (e in parte anche da Venezia) che arrivano le indicazioni sul futuro prossimo del cinema. I film che arriveranno in sala nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, quelli sui quali si discuterà più ampiamente e che – probabilemnte – occuperanno gli albi d’oro dei vari premi internazionali, Oscar inclusi. Nelle feste private e nei “retrobottega” degli eventi pubblici, il gioco d’incontri tra produttori e parti in causa deciderà anche la sorte di piccoli film, lavori a basso costo che con la giusta distribuzione potrebbero diventare “il caso”, e ancora si decideranno futuri ciak di nomi più o meno importanti. Come, quando e chi non ci è dato sapere, ma accadrà, è il lato segreto di Cannes.
A meno quattro giorni dal via del festival, i film in concorso fanno già discutere e a nulla vale l’amminimento di Thierry Fremaux, a “vedere i film prima di commentarli”, perchè la miccia è ormai accesa. Il russo Nikita Mikhalkov, in competizione con “Soleil Trompeur 2” accusato d’aver portato un film pro Stalin ed il regista franco algerino Rachid Bouchareb di aver falsificato i fatti della Guerra di Algeria e così via… Delle 18 “pellicole” in competizione – l’anno scorso erano 20 – si parlerà molto ancora. Troppo? Ne riperleremo anche noi. Per il momento torniamo sulle presenze italiane perchè anche da noi la discussione è già a buon punto (AD).
ITALIANI A CANNES: RICAPITOLANDO
Luchetti, Guzzanti, Frammartino e Zambrano sono i nomi italiani protagonisti, si incrocia le dita che vincano anche qualcosa, del Festival di Cannes edizione 2010. Daniele Luchetti è nella sezione che ambisce alla Palma d’oro, il premio principale, che sarà conteso da 18 partecipanti. Non è la prima volta per Lucchetti alla Croisette e questa volta ci è arrivato con “La nostra vita“ una pellicola squisitamente dolorosa e vitale al tempo stesso (in proiezione giovedì 20 maggio). Nello scorrere dei fotogrammi, si conosce la storia di Claudio (al secolo Elio Germano), operaio edile romano che vive con la moglie Elena (Isabella Ragonese), due figli più terzo in arrivo. Però poi, l’azione complicante del film: Elena muore e la reazione di Claudio è la ricerca spasmodica di una serenità fatta di ricchezza, soldi e viaggi. Purtroppo la popolarità facile costa cara e Claudio si infilerà in un grosso vespaio dal quale verrà salvato solo dalla sorella (Stefani Montorsi). Un piccolo spacciatore, personaggio assolutamente inusuale se all’anagrafe si risulta essere Raul Bova e Luca Zingaretti, anch’egli ridefinito nel suo ruolo consueto, sono gli altri volti dell’opera di Luchetti. Ovviamente, il finale è da vedere.
Tra le proiezioni speciali del festival, e forse non poteva che essere così, giovedì 13 arriverà l’ultimo lavoro di una Sabina Guzzanti versione Michael Moore, “Draquila, l’Italia trema”, che mette di lato parzialmente la comicità per scegliere un lavoro d’inchiesta giornalistica. Com’è noto, visto che il film è nelle sale da ieri, fulcro della vicenda è il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, che secondo l’autrice, per il premier Berlusconi, fu una vera fortuna scesa dal cielo proprio in un momento di calo del seguito. Siccome però, difficilmente, le colpa in Italia albergano da una parte sola, la Guzzanti attacca in modo indiscriminato anche Bertolaso, la Protezione Civile, il Partito Democratico dormiente nonostante le scosse tettoniche e la sinistra in generale.
Ultimi due protagonisti, sono Michelangelo Frammartino e Annarita Zambrano, inseriti nella Quinzaine des Réalisateurs, ovvero festival parallelo organizzato dalla Societè des Réalisateurs de films. Un documentario etnografico sperimentale per lui, titolo “Le quattro volte” girato sull’Appennino calabrese ed un cortometraggio per lei, “Tre ore”.
Una zampata italiana anche per Cannes classics la sezione dedicata al cinema restaurato. Il Gattopardo di Luchino Visconti, Palma d’oro nel 1963, sarà presentato il 13 maggio nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna-L’Immagine Ritrovata insieme al CSC e alla World Cinema Foundation di Martin Scorsese. La Cineteca di Bologna presenterà inoltre due cortometraggi: Il ruscello Ripasottile (1941′) di Roberto Rossellini e The eloquent Peasant di Chadi Abdel Salam (Egitto, 1970). (Davide Rabaioli)
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