Mostre, ecco i garibaldini

“Ripeto: l’album dei MIlle coi loro ritratti pubblicato da Alessandro Pavia e che raccomando all’Italia, supplirà alla debole mia memoria per ricordare tutti i componenti [...]

Ripeto: l’album dei MIlle coi loro ritratti pubblicato da Alessandro Pavia e che raccomando all’Italia, supplirà alla debole mia memoria per ricordare tutti i componenti della gloriosa schiera“, così Garibaldi scriveva il primo ottobre del 1874 dal buen retiro di Caprera. E tanto basti per introdurre l’esposizione  inaugurata ieri al Museo del Risorgimento di Roma la cui collezione s’è appunto arricchita del prezioso documento storico appartenuto al Generale in persona.

Con un’idea certo illuminata, il fotografo milanese riprese, uno ad uno, i 1089 (tanti se ne contano dell’album) partecipanti all’impresa della quale, per la cronaca, domani 5 maggio, si celebrerà la partenza dallo scoglio di Quarto. La fotografia, nata solo 21 anni prima era ancora arte giovane, ma il genovese ne aveva colto tutto il valore documentario, tant’è che all’indomani della Spedizione si mise in viaggio per immortalarne i protagonisti. La  sua intenzione era quella di replicare l’abum cedendolo a tutte le Isituzioni che ne facessero richiesta. Non pare gli andasse troppo bene, tutavia da quelle immagini sono state testimoni indispensabili per quei provvedimenti legislativi che riconobbero ai Mille il riconoscimento di una medaglia e una pensione. Sono state, inoltre, la base per i tanti monumenti e i busti commemorativi che furono eretti negli anni successivi in numerose città. ”Possiamo tranquillamente definire l’album il primo monumento dell’Unita’ d’Italiaspiega Marco Pizzo, vice direttore del Museo del Risorgimento – raccogliere in un unico album tutte le fotografie dei Mille significa fargli un monumento. L’album e’ anche un oggetto d’arte applicata, con i suoi decori in bronzo e con le foto acquerellate contenute all’interno. E’ un libro – continua Pizzo – del tutto particolare e rappresenta un’unica e importantissima testimonianza documentata e un vero archivio fotografico di una pagina della nostra storia”.

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