Giochi supertecnologici? Meglio una briscola su Facebook

Siamo figli della generazione che può vantarsi di aver giocato con le bambole o le macchinine.  Qualche volta abbiamo anche voluto fare i grandi, sbirciando [...]

Siamo figli della generazione che può vantarsi di aver giocato con le bambole o le macchinine.  Qualche volta abbiamo anche voluto fare i grandi, sbirciando nonni o zii mentre giocavano a carte, cercando di rubare loro i trucchi, e spesso ci portavano nei ritrovi con i loro amici, accompagnando i pomeriggi con una briscola ed un caffè.

Qualcuno avrà forse coltivato la passione del gioco delle carte, qualche altro non si sarà magari mai fatto ammaliare da questo, tornando però ai giorni nostri a provarci on line. E si, perchè la tecnologia mette forse quel qualcosa in più. Ed ecco che a proliferare sul web sono quei giochi di carte, figli forse dei primi rompicapo installati su alcuni computer, come Solitario o Free Cell. Ma potremmo continuare ancora con le citazioni, per esempio partendo dai social network, sempre attenti alle tendenze; il principe di questi siti, Facebook, può infatti contare su un’applicazione capace di riportarci a quelle atmosfere da osteria, in cui i profumi della cucina, si amalgamavano al fumo delle sigarette, mentre si trascorreva la serata con una sana (perchè senza soldi sul tavolo) giocata a carte. Ci voleva quindi Facebook per riportare in voga due “evergreen” tra i giochi a carte tipicamente italiani, ossia “Cardstown Scopa” e “Cardstown Briscola”. Questa è solo una parte di quello che accade on line, dal momento che cresce sempre di più il numero di coloro che decidono di giocare a poker puntando denaro vero. Spesso ci sono anche minori in questo giro, anche se la fotografia scattata dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa designa la figura di un giovane più attratto dalle ricevitorie che dal web.  Gratta e vinci, lotterie istantanee, scommesse sportive, Lotto e Superenalotto sono i giochi in denaro maggiormente praticati dai giovani, che scelgono bar, tabaccherie, pub, case e sale scommesse per puntare e sperare di incrementare la paghetta settimanale. L’IFC del CNR di Pisa stima che i giovani spendono 50 euro al mese in questi giochi. Non sarebbe forse meglio investire questi soldi in una giornata all’aria aperta in compagnia, trasformando il brivido del gioco in adrenalina da parco divertimenti? (Manuela Prestifilippo)

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