A fare la storia (ma anche la geografia) del lago Maggiore durante i secoli, è noto, sono stati i Borromeo, casata di santi e di abili mercanti con uno spiccato gusto per il bello. D’altronde è normale affezionarsi all’armonia se si abita nell’incanto delle isole del Golfo Borromeo (futuri siti del patrimonio mondiale Unesco). E nulla togliendo a Madre natura, va dato merito ai principi d’aver realizzato bel mezzo del Verbano quel piccolo eden rappresentato dai giardini e dai palazzi dell’Isola Madre e dall’Isola Bella. Luoghi di piacere una volta riservati a deliziare vista e olfatto della nobile schiatta milanese, oggi democraticamente aperti al pubblico pagante.
Piaceri elevati, pur sempre dedicati alla celebrazione dei sensi umani, normalmente più propensi a lasciarsi andare al profumo dei glicini che a quello dell’incenso. Per meditare sulla santità dei Borromeo, comunque, si può scendere a riva e prendere ombra e ispirazione sotto il Sancarlone, il colosso di 35 metri e oltre fatto erigere dal Cardinale Federico (sì proprio quello dei Promessi Sposi) per onorare la memoria del santo antenato. Nonostante le dimensioni, se non è il Sancralone la statua più brutta del mondo, molto le si avvicina. In definitiva, per cercare il senso del divino meglio tornare sulle Isole. (ad)
FIORISCONO LE ROSE (Nicole Montanari)
In occasione della fioritura delle rose, per l’intero mese di maggio si potrà accedere, in via del tutto eccezionale, alla Terrazza delle Rose dell’Isola Bella. Di norma, questa parte del celeberrimo giardino è preclusa al pubblico. L’eccezione è stata decisa in onore della regina dei fiori, la rosa: con i suoi colori e l’inconfondibile profumo questo arbusto tanto caro ai principi Borromeo impreziosisce la terrazza centrale dell’Isola, rendendola inoltre ben visibile dal lago e dalla terraferma. In questo angolo romantico si potrà passeggiare indisturbati ammirando la distesa del Golfo Borromeo con alle spalle le meravigliose rose rampicanti, tra cui spiccano le varietà “Blaze”, dal colore rosso ciliegia, e “Claire Matin”, di color rosa pesco. La prima, rampicante moderna, è stata creata a Callay, USA, nel 1932, i suoi fiori sono di color rosso scuro brillante; proprio la sfumatura scarlatta e fiammeggiante fu considerata durante i primi anni d’introduzione una novità. La seconda varietà è la rosa “Clair Matin”, rampicante moderna
creata a Meilland, Francia, nel 1960. La diffusione e l’abbondanza delle rose di questa varietà è davvero senza eguali: la stagione di fioritura inizia presto e la copiosa fioritura persiste fino all’arrivo dell’inverno. I fiori sono caratterizzati da deliziosi boccioli dalla tonalità rosa corallo che quando sbocciano divengono rosa salmone per divenire infine rosa pesco.
Quella della rosa non è l’unica fioritura che ogni anno ricopre le isole borromee di un arcobaleno di colori. Mentre le camelie ancora stupiscono con le varietà a fioritura tardiva, sulla scena dell’Isola Madre irrompono i glicini. Tra fine aprile e i primissimi giorni di maggio la fioritura di queste rigogliosissime piante ne
trasforma i tralci lianosi in festoni colorati e profumati. Il profumo emanato da questi grappoli fioriti è ritenuto tra i più afrodisiaci profumi naturali. Anche per questo, in epoca Liberty nei parchi e nei giardini di ogni casa sorsero romantici gazebi dove la privacy era garantita dalle lunghe “liane” dei glicini. Le specie di glicine coltivate non sono numerosissime e la raccolta dei principi Borromeo è non solo la prima a essere creata in Italia, ma anche una delle più ricche. La collezione di glicini dell’isola Madre nacque circa venticinque anni fa: le prime piante furono importate dall’America Settentrionale, ma a soppiantarle provvidero le varietà importate successivamente dalla Cina e dal Giappone, dai fiori più belli ed evidenti. Nel giardino botanico sono rappresentate una ventina di varietà differenti tra loro per il colore dei fiori, per i frutti e per le modalità di accrescimento, la maggior parte delle quali è concentrata nella scenografica scalinata che degrada verso il lago. Oltre alla Wisteria sinensis, alla Wisteria brachybotrys, alla Wisteria frutescens e alla Wisteria floribunda, con relativi ibridi e varietà, va segnalata la Millettia japonica, molto difficile da riprodurre e da sempre considerata una vera rarità, che si distingue in estate per l’esuberante fioritura rossa.
Per informazioni e prenotazioni: (+39) 0323 30556. www.borromeoturismo.it Prossime fioriture sul Golfo Borromeo: boungavillee, ninfee e fior di loto all’Isola Madre (giugno-settembre). Da non perdere una visita alla Quadreria dei Borromeo con opere che vanno dal Rinascimento al Barocco, aperta al pubblico dall’estate del 2008.
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