Una cretura fragile, timidissima, insicura, tormentata, questa era Marilyn Monroe, questa è la Marilyn che emerge dalle pagine di “Frammenti” la raccolta dei suoi scritti che a ottobre sarà pubblicata in diversi paesi del mondo – tra cui l’Italia edita da Feltrinelli- con la curatela dell’editre francese Bernard-Comment.
Fin dall’adolescenza, Marilyn teneva dei diari, fogli sparsi coperti di pensieri, note, flash, poesie che partono dal 1943, quando la diva era solo una ragazzina e giungono sino alla vigilia della tragica morte, nel 1962. Pensieri il mondo non ha mai conosciuto, le aspirazioni di Norma Jeane Baker, poi le insicurezze della donna che non si sentiva abbastanza amata e della diva sempre in cerca di un’interpretazione migliore. Raccolti da Anna Strasberg, responsabile del Marilyn Monroe Estate nonchè vedova del maestro di recitazione di Marilyn, i fogli, che in tutto compongono un affresco di 250 pagine circa, contengono anche diverse poesie. Comment ha dichiarato ai media che alcune sono molto belle citandone in particolare una nella quale la diva confessa d’avere avuto la tentazione di sucidarisi lanciandosi dal ponte di Brooklin ma di aver desisitio proprio in virtù della bellezza di quel ponte.
Per svelare il mistero Marylin è necessario probabilmente ripartire proprio da quegli scritti dalla verità forse solo letteraria di quelle parole scritte dalla donna della quale il mondo più ha scritto.
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