Cinquant’anni di carriera di un fotografo fuori dagli schemi. Il Palazzo delle Esposizioni dedica un’importante mostra antologica a Mimmo Jodice.Un omaggio romano al maestro napoletano che anticipa il tributo parigino con le due personali Mimmo Jodice: Naples Intime, all’Istituto Italiano di Parigi, e la retrospettiva Mimmo Jodice 1960-2010, alla Maison Européenne de la Photographie.
In mostra circa 180 fotografie, scattate tra il 1964 e il 2009, tutte in bianco e nero, per dare più margine alla fantasia di appropriarsi del soggetto, di interpretarlo, e stampate per la maggior parte a mano dall’autore. L’amore per la fotografia, per Mimmo Jodice, nasce nei primi anni ’60, con la consapevolezza delle potenzialità del mezzo. Le prime immagini sono quelle che appartengono al cosiddetto ciclo delle Sperimentazioni (1964-1978), esemplari unici con i quali Jodice sperimenta le possibilità espressive della fotografia. Fra i temi più cari esplorati dall’artista nel corso degli anni ci sono il mare, il mito, l’antico, ma la fonte d’ispirazione principale è sempre stata la sua città. Quando arriva il momento dell’indagine sociale (1969-1977), le immagini sono “ben costruite” (all’opposto della poetica di Cartier-Bresson). Le più toccanti sono quelle scattate a Napoli, sua città natale, durante l’epidemia di colera. Dal 1978 nell’opera di Mimmo Jodice sparisce la figura umana. In Vedute di Napoli, il lavoro dell’artista partenopeo mostra un segno più radicale: alcuni particolari noti, quasi banali, del paesaggio napoletano assumono il significato metafisico di vere e proprie icone. In queste fotografie, come nelle successive raccolte sotto il titolo di Rivisitazioni, Jodice non racconta più la scena reale, ma la utilizza per un lavoro di autoanalisi, svelando il dato surreale della vita di tutti i giorni. Con il successivo ciclo Mediterraneo (1986-1995) si arriva alle soglie degli anni Novanta. Sono le immagini più note, nelle quali protagonisti sono frammenti o particolari di antiche vestigia esaltati da uno sguardo capace di rivelare presenze magiche e vitali. Così come sorprendentemente vitali sono le fotografie della sezione seguente, intitolata Eden (1994-1997): alimenti, manichini, utensili, oggetti apparentemente familiari e innocui, secondo l’interpretazione dello stesso autore, che si trasformano, ai suoi e ai nostri occhi, in materia viva ed estraniante, dotata di forte aggressività. È la volta, poi, di Natura, sezione nella quale è la vegetazione, coltivata o selvaggia, a essere colta nella sua dimensione estraniante e visionaria. La mostra termina con l’ampia e più recente sezione dedicata al Mare (1998-2002): spiagge, isole, scogli, immagini distillate da ogni presenza urbanistica o umana, paesaggi interiori che conferiscono al nostro mondo una definitiva dimensione atemporale. (Nicole Montanari)
fino all’ 11 luglio 2010 - Palazzo delle Esposizioni , Roma - Info: tel. 06489411; 0668301087; www.palazzoesposizioni.it

Mimmo Jodice - Vedute di Napoli n. 29 Egiziaca a Pizzofalcone, 1980 Stampa al carbone su carta cotone, 2009
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