La Pupa e il secchione: tutto come prima, ma l’ironia dov’è finita?

La Pupa e il secchione si è fatto attendere per quattro anni: era l’autunno del 2006 quando il reality condotto da Enrico Papi e Federica [...]

La Pupa e il secchione si è fatto attendere per quattro anni: era l’autunno del 2006 quando il reality condotto da Enrico Papi e Federica Panicucci, trasposizione italiana del format statunitense Beauty and the Geek, riscosse uno strepitoso successo su Italia1. Successo che portò Mediaset inizialmente a pensare addirittura di farne una seconda edizione sulla rete ammiraglia, Canale5. Cosa che non accadde e così eccoci ad oggi.

Al posto di Federica Panicucci, impegnata con Mattino Cinque5, c’è la ritrovata Paola Barale (lei e il compagno Raz Degan sembrano ormai rappresentare una joint venture per Italia1, lui conduce Mistero) mentre Enrico Papi ha ripreso, come a dimostrare che quattro anni non sono passati, con la stessa goliardia e leggerezza una conduzione per nulla semplice quanto invece i contenuti, perché vissuta sull’improvvisazione. Lo Zucca Quiz, il test di cultura generale in cui le pupe, sedute in cattedra con abiti chiaramente succinti, devono riconoscere le fotografie di personaggi noti e stranoti, lo vede arrovellarsi per cercare di far capire alle pupe – ebeti per professione – chi sia il Presidente della Repubblica Napolitano (Napulillo per una pupa) o Gianni Alemanno (scambiato per un monaco tibetano), o Frank Sinatra (riconosciuto come un presidente americano). Gli ascolti nella prima puntata hanno fatto registrare una media del 15,90% (di quattro punti sopra la media di Italia1) con 2.736.000 telespettatori, di cui la grande maggioranza sono giovani; la seconda puntata ha portato a Italia1 uno share del 14,10% con 2.580.000 telespettatori. Quindi un leggero calo, ma sono e restano numeri importanti.

Eppure, nonostante un Papi esuberante e coinvolgente, nonostante gli ascolti diano ragione a Endemol (casa di produzione del format) e a Italia1 non si può nascondere una certa palpabile delusione. Il programma dura quasi quattro ore, praticamente è interminabile (la ragione degli ascolti positivi è da cercare anche in questo dato), e provoca dopo la prima ora e mezza una costante crescita di noia, per scadere dopo le 23.30 nel solo voyeurismo. Gli stessi giudici, in primis il presidente di giuria Vittorio Sgarbi, Platinette, Claudio Sabelli Fioretti e Alba Parietti sembrano provati, l’unica tra loro che non perde mai il sorriso è l’ex gieffina Angela Sozio, salita alla ribalta delle cronache per essere una delle protagoniste degli scatti con il premier Silvio Berlusconi in Sardegna e poi candidatasi senza troppa fortuna alle elezioni con il Pdl. Abbandonata l’ironia della prima edizione con secchioni davvero tali con pochissima dimestichezza con le telecamere, vediamo secchioni atteggiarsi più e peggio delle pupe. Le pupe, tra cui “di diritto” è entrata nell’ultima puntata Francesca Cipriani, nota per aver partecipato ad un’edizione del Grande Fratello ma soprattutto per essere passata da una quinta di reggiseno ad una settima con un intervento chirurgico, sono sempre più nude e sempre meno ironiche. Il momento di gratuite volgarità nel cosiddetto “Test Filosofico” con pupe che si cospargono di crema, appoggiate a sudaticci secchioni, mentre tentano di leggere frammenti filosofici volutamente maliziosi è un momento di volgarità di scrittura televisiva senza rivali. Peccato. Ci può salvare soltanto la Gialappa’s. (Erika Brenna)

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