Si esporta tutto all’Expò, record nazionali, celebrità, sapori e saperi, artisti, imprese, manufatti industriali ed eccellenze d’ogni genere e categoria, splendori passati, presenti e futuribili in una supercorsa internazionale dove ciascuno tenta di affermare tra squilli di tromba la sua verità, “comunque vada e ovunque vada la Galassia, siamo pur sempre i migliori”, si affanneranno a ripetere in mille modi diversi americani, francesi, spagnoli, tedeschi e così via (l’elenco potrebbe continuare) e mentre Milano sogna una vetrina che sia ancora più bella, che sia grandiosa ed etica, foriera di ricchezze e sensata, rilucente e illuminante, per il momento guardiamo a Shanghai: il primo maggio, data di apertura dell’Expò 2010 è vicino.
E l’Italia ci sarà, con “un programma ricco di eventi” (parole ufficiali), un padiglione da record (7000mila metri quadrati su tre piani firmati dall’architetto Giampaolo Imbrighi) e sei mesi ininterrotti di avvenimenti d’ogni genere. Le glorie nazionali tutte chiamate alla leva: dalla Ferrari a Roberto Bolle, da Prada (che fornisce le divise ufficiali) a Ennio Morricone passando per Riccardo Cocciante,
Uto Ughi, Giovanni Allevi, la Filarmonica del Teatro alla Scala, il Teatro Regio di Torino volendo fermarsi al solo campo musicale e teatrale. E’ l’Italian way of life che si tenta di esportare è “La Città dell’Uomo”, citando il messaggio che farà da sfondo a tutte le iniziative tricolore. E proprio tenendo presente lo slogan, tra le tante proposte (per sapere di più sull’Expo, vedi il sito del Commissariato italiano ) ce n’è una che racconta forse meglio d’ogni altra cosa, come le città italiane siano state concepite per essere, appunto, “città dell’uomo”, quello che sono diventate poi è un discorso a parte.
Si inaugura venerdì 29 aprile presso il MoCa – Museum of Contemporary Art di Shanghai, la mostra “Piazze di Roma” realizzata dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) e dal Comune di Roma. Curato da Achille Bonito Oliva e Cecilia Casorati, l’evento si collega idealmente al tema portante dell’Expo 2010 “Better City, Better Life”, presentando venti piazze romane nell’interpretazione di venti fotografi e di altrettanti artisti italiani.
Nel corso della storia la piazza ha mantenuto un ruolo centrale nello sviluppo della città e un’attitudine costante ad accogliere la gente e a generare connessioni e corrispondenze. Da questo punto di vista le piazze italiane, veri luoghi di incontro e di scambio, rappresentano un modello che Roma in particolare ha definito e sviluppato nel corso dei suoi 3000 anni di storia, e che la mostra metterà in evidenza attraverso l’accostamento di opere fotografiche di grande formato, opere scultoree e di design e contributi musicali.
I fotografi invitati hanno realizzato una nuova e particolarissima immagine di Roma che coniuga la storia, la memoria, l’arte e le atmosfere contemporanee della città. Le grandi immagini fotografiche sono lo scenario in cui le sculture e le installazioni agiscono – come accade realmente in una piazza – da fulcro dello sguardo, punto attivo e privilegiato della visione.
I visitatori si troveranno così circondati dalle visioni delle piazze di Roma, dalla sua storia, ma anche dalla sua immagine di metropoli contemporanea in continua trasformazione. ll percorso, ideato in modo da “trasformare” lo stesso spazio del museo in una grande piazza, è costellato dalle opere tridimensionali di venti artisti, scelti per la loro capacità di porre in relazione il loro lavoro con lo spazio che lo ospita.
“E’ nelle piazze che la storia trova il suo luogo d’incontro col presente”, dice Achille Bonito Oliva nella sua presentazione. E la sintesi della mostra è forse tutta qui.
© Riproduzione riservata









