1991 – Un Festival di qualità
Il 1991 fu l’anno del debuttante e favoritissimo Riccardo Cocciante (classe 1946), il cui successo equivalse a un giusto riconoscimento alla professionalità e alla carriera. In effetti nel 41° Festival vinse la qualità con tre assi a disputarsi la vittoria, nonostante un certo crollo dell’audience. Al primo posto Riccardo Cocciante con Se stiamo insieme (Mogol-Cocciante) abbinato a Sarah Jane Morris (I’m missing you); secondo Renato Zero (acclamato dal pubblico) con Spalle al muro (Nava) abbinato a Grace Jones (Still life); terzo Marco Masini con Perché lo fai (Bigazzi-Masini) abbinato a Dee Dee Bridgewater (Just tell me why). A proposito dei primi tre classificati (Cocciante, Zero, Masini), così Mario Luzzatto Fegiz commentava sul Corriere della Sera: Sarebbe giusto parlare di una vittoria ‘ex aequo’ di tre canzoni assolutamente splendide, capaci di incontrare il gusto popolare. (…) La canzone di Mogol-Cocciante è in assoluto più raffinata e cesellata delle altre due, ma mentre Zero e Masini cantano in maniera esemplare due problemi in qualche modo settoriali come la vecchiaia e la droga Cocciante propone contenuti decisamente universali.
L’anno si era aperto con la Guerra del Golfo e anche la manifestazione canora risentì di quel clima assai poco festoso. Ecco allora due bambini liberare due colombe come auspicio alla cessazione delle ostilità; e proprio durante il Festival giunse l’annuncio dello stop alla guerra. A presentare la gara (ancora firmata da Aragozzini) l’affascinante Edwige Fenech e Andrea Occhipinti, “belli e impacciati che spaperano alla grandissima” (per dirla con Stefania Miretti).
Sul palco dell’Ariston, con la medesima formula dell’edizione precedente venti Campioni o Big, abbinati ad altrettanti interpreti stranieri: Al Bano e Romina Power in coppia con Tyrone Power jr.; Gianni Bella con Gloria Gaynor; Loredana Bertè con Harriet; Pierangelo Bertoli e i Tazenda con Moncada; Rossana Casale con Carmel; Riccardo Cocciante con Sarah Jane Morris; Eduardo De Crescenzo con Phil Manzanera; Grazia Di Michele con Randy Crawford; Fiordaliso con Laura Branigan; Riccardo Fogli con Sold Out; Enzo Jannacci con Ute Lemper; Ladri di Biciclette con Jon Hendricks; Marco Masini con Dee Dee Bridgewater; Mietta con Leo Sayer; Amedeo Minghi con Bonnie Tyler; Mariella Nava con Caron Whecler; Raf con Ofra Haza; Jo Squillo e Sabrina Salerno con Shannon; Umberto Tozzi con Howard Jones; Renato Zero con Grace Jones. Tra le sedici Nuove proposte si impose Paolo Vallesi con Le persone inutili, un elogio a chi vive nel silenzio la propria quotidianità.
Quell’anno il Festival (quattro serate: 27 e 28 febbraio; 1 e 2 marzo) venne abbinato alla lotteria e pure le Poste italiane celebrarono la rassegna, dedicandole un francobollo.
Tra le partecipanti -come scrive Aldo Garzia- fanno scalpore le scollatissime Sabrina Salerno (sotto un giaccone appare anche in bikini) e Jo Squillo con la polemica ‘Siamo donne’, un invito a guardare il sesso femminile oltre le belle gambe e il bell’aspetto esteriore. Loro due, però, fanno di tutto per distogliere l’attenzione degli spettatori dal testo della canzone. Anche l’interpretazione di Pierangelo Bertoli (con Spunta la luna dal monte) fu apprezzata dal pubblico. Scrive Stefania Miretti: Tra i fatti memorabili dell’edizione ’91, l’esibizione del cantautore Pierangelo Bertoli. Uno cui la Rai aveva per anni impedito di esibirsi con la motivazione che vederlo sulla sedia a rotelle avrebbe rattristato il pubblico delle famiglie. Una posizione davvero scandalosa, cui finalmente si rimedia. Portato a braccia sul palco dell’Ariston, Bertoli, si esibisce alla grandissima e riceve dal pubblico una lunga standing-ovation.
Ottima, infine, l’interpretazione di Ute Lemper (Photograph) abbinata all’esperto cantautore Jannacci (La fotografia). Da sottolineare che le tematiche delle canzoni del ’91 erano soprattutto legate al sociale, con l’esclusione della parola “amore”: un segnale dei tempi?
Anno funesto il 1991. Se ne andarono per sempre eccellenti figure della cultura, dello spettacolo, della società civile: Renato Rascel, Walter Chiari, Vasco Pratolini, Natalia Ginzburg, Salvo Randone, Lina Volonghi, Luigi Zampa, Giacomo Manzù, Rosanna Benzi (da anni in un polmone d’acciaio). A gennaio, a Bologna, la banda della Uno bianca uccise tre Carabinieri. Il 18 gennaio due piloti italiani (Cocciolone e Bellini) risultavano dispersi in un’azione di guerra in Kuwait. A febbraio, in Sud Africa, De Klerk cancellò l’apartheid. Nel febbraio, a Napoli, avviso di garanzia a Diego Maradona accusato di uso di droga: il tramonto di un mito. Il 28 febbraio ecco l’annuncio di George Bush: fine della guerra in Iraq. Marzo: sbarco di migliaia di albanesi sulle coste della Puglia. Più di 15 mila profughi raggiunsero Brindisi in condizioni disumane. Il 21 marzo nel nostro Paese fu finalmente approvata la legge sulla parità uomo-donna nel lavoro. Aprile: due tragedie sul mare: la Moby Prince speronò la petroliera Abruzzo (145 morti); esplosione sulla petroliera Haven, con cinque morti e migliaia di tonnellate di greggio in mare. Il 20 giugno, dopo 46 anni, Berlino ridiventò capitale della Germania unita. Sempre a giugno, Slovenia e Croazia si proclamarono indipendenti dalla Jugoslavia. Il 27 ottobre, a Bari, incendio doloso del glorioso teatro Petruzzelli. Ad agosto, a Mosca, un golpe fu organizzato da esponenti del Pcus e del Kgb; obiettivo spodestare Gorbaciov. L’8 dicembre, a Minsk, finiva l’Urss e al suo posto nasceva la Comunità degli Stati Indipendenti (Csi). A dicembre, a Maastricht i capi di stato e di governo della Cee firmarono l’accordo sulla moneta unica europea.
Nel calcio, la Sampdoria vinse lo scudetto, staccando di cinque lunghezze il Milan e l’Inter; quest’ultima si aggiudicò la Coppa Uefa battendo la Roma. Il 12 ottobre, a Mosca, eliminazione degli Azzurri dagli Europei del ’92; il ct Vicini sarà sostituito da Arrigo Sacchi. Nel ciclismo, Franco Chioccioli maglia rosa; secondo Chiappucci. Il podista Damilano vinse il mondiale di marcia.
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