Firenze, in mostra le opere restaurate di Filippo Lippi

Una nuova vita per la Pala del Noviziato, capolavoro di Filippo Lippi (Firenze, 1406 ca. – 1469). Fresco di restauri,  il dipinto che l’artista eseguì [...]

Una nuova vita per la Pala del Noviziato, capolavoro di Filippo Lippi (Firenze, 1406 ca. – 1469). Fresco di restauri,  il dipinto che l’artista eseguì nel 1445 per l’omonima cappella in Santa Croce a Firenze, si potrà ammirare alla Galleria degli Uffizi fino al prossimo 30 maggio. Grazie ad un prestito del Louvre, con l’occasione l’opera è stata riunita alla Predella dipinta dal giovane aiutante di Lippi, Francesco di Stefano detto Il Pesellino e per la prima volta è dunque esposta nella sua composizione originaria. A rendere possibile l’allestimento e i restauri è stata l’associazione Amici degli Uffizi che nell’ultimo anno hanno finanziato l’accurato “lifting” dei dipinti, assieme al restauro della cosiddetta Pala di Annalena e di altre due tavole dell’artista: La Madonna annunciata e Sant’Antonio abate e L’angelo dell’Annunciazione e San Giovanni Battista. “Lo straordinario recupero della Pala del Noviziato reso possibile dagli Amici degli Uffizi –  ha commentato la soprintendente al Polo museale fiorentino Cristina Acidini – esalta il dipinto, dove si uniscono la magnificenza dei Medici e la splendida maturità artistica di un protagonista assoluto del Rinascimento quale fu Filippo Lippi».

La Pala del Noviziato opera era coperta da una coltre oleosa che ne offuscava completamente le tonalità cromatiche. Il restauro ha permesso di riportare alla luce le straordinarie colorazioni originali, nonché i pregi e il rigore delle architetture che inquadrano la scena. “Dal dipinto restaurato – sottolinea Angelo Tartuferi, vicedirettore e direttore del dipartimento dell’Arte dal Medioevo al Quattrocento della Galleria – è ora possibile distinguere i vari livelli compositivi, i pentimenti e le successive elaborazioni dell’artista, come ad esempio i gradini di marmo sopra i quali siede la Vergine col Bambino, inizialmente arrotondati e, nella versione definitiva, resi squadrati”.

La predella del Pesellino ricomposto

La predella del Pesellino

La Pala del Noviziato era originariamente accompagnata dalla predella dipinta dal giovane Pesellino (Firenze, 1422 ca. – 1457 ca.) sotto la guida di Filippo Lippi. La predella si compone di cinque scomparti raffiguranti San Francesco che riceve le stimmate; Il miracolo dei Santi Cosma e Damiano [originali provenienti dal Museo del Louvre di Parigi]; La Natività; Il Martirio dei Santi Cosma e Damiano e Il Miracolo di Sant’Antonio. I tre scomparti originali già presenti agli Uffizi sono stati oggetto di un’opera di restauro che ha permesso di valorizzare il linguaggio pittorico intriso dei riflessi stilistici del primo Quattrocento.

Filippo Lippi, l'adorazione del Bambino prima e dopo i restauri

Ugualmente significativi per i risultati ottenuti in termini di nuova leggibilità si rivelano i restauri della cosiddetta Pala di Annalena, dipinta da fra’ Filippo Lippi attorno al 1450 per il convento fiorentino di San Vincenzo Ferrer. L’iconografia principale è quella della Natività con San Giuseppe, il Bambino Gesù e Maria visibili in primo piano. a prospettiva profonda miscela gli elementi naturali e le architetture della stalla. Completano i lavori di restauro due opere di Filippo Lippi databili attorno al 1455-60. Si tratta di due dipinti di inusitata tipologia con le figure dell’Annunciazione e di due santi, Sant’Antonio Abate e San Giovanni Battista.

La Pala del Noviziato prima del restauro

La Pala del Noviziato dopo il restauro

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