Sotto l’insegna del nero il Salone Internazionale del Fumetto di Napoli, si appresta a vivere la sua docicesima edizione. Da venerdì 30 aprile a domenica, 2 maggio, tre giorni d’incontri, mostre, laboratori, fiere e proiezioni per porre l’accento sul fumetto come mezzo di espressione e forma d’arte, e non solo come intrattenimento. Un festival che si sdoppia quello tragato 2010 e che alla tradizionale e suggestiva sede di Castel Sant’Elmo, aggiunge gli ampi spazi della Mostra d’Oltremare e varie sedi espositive “in” e “off” al salone, in un gioco a rincorrersi che vale un po’ di fiatone, tanto più che s’aggiunge GameCon, il salone del Gioco e Videogioco che fino ad un anno fa si svolgeva in settembre.
Ma torniamo al nero, il filo conduttore che conclude la serie dei quattro colori della stampa tipografica partita nel 2007 con il manifesto di Enki Bilal, proseguita poi con Lorenzo Mattotti, Tanino Liberatore e quest’anno con l’americano di origine coreana Jim Lee, autore del manifesto ufficiale.
Nel mondo del fumetto il nero è peraltro molto di più di un colore, è il tratto netto o spezzato che da sempre accompagna le immagini che hanno popolato la fantasia di intere generazioni, nero è il pennarello che usato con sveltezza, sagacia, perizia, diventa fioretto o piuma, estensione della memoria, strumento creativo, anche oggi nel bel mezzo del guado informatico.
High Contrast – Only White, Only Black, In Contemporary Comics è il titolo della mostra centrale di questo Comicon, allestita nella bellissima Villa Pignatelli. Qui si sottolinea il fattore scelta puramente “formale” che ha portato a scegliere solamente un autore per paese tra quanti lavorano non solo con l’uso del bicolore bianconero, ma anche affiancandolo in maniera altamente contrastata, senza ricorrere al grigio, alle sfumature, ai tratteggi e quanto serva ad attenuarne la contrapposizione. Il risultato è così disturbante ma al tempo stesso poetico, in un gioco conflittuale di luce e ombra che porta quasi all’essenza stessa delle realtà disegnate.
E se a Villa Pignatelli il nero diventa scelta stilistica, in una della mostre di castel Sant’Elmo, “Fumetti Neri” si rende omaggio ad uno straordinario periodo fumettistico, un fenomeno editoriale degli anni Sessanta, che, partendo dalla carismatica figura di Diabolik vide il proliferare di personaggi non certo politicamente corretti, emuli seppur distanti del simpatico ladro dell’Astorina, quali Kriminal, Satanik, fino a un filone erotico e grossolano che divenne molto popolare anche grazie al riconoscibile formato tascabile. Particolare spazio viene dedicato al personaggio mascherato delle sorelle Giussani, ancora tra i fumetti preferiti ai giorni nostri.
L’Uomo Nero, inteso come confronto con le paure ancestrali, come minaccia criminale, come strategia di esclusione sociale e razziale nella consueta rassegna di Futuro Anteriore, curata con Michele Ginevra del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona ed Emiliano Rabuiti, che seleziona il presente del fumetto italiano, in una mostra che vedrà 9 autori cimentarsi sul tema con una raccolta di storie brevi inedite. I nomi: Elisabetta Benfatto, Lelio Bonaccorso con Marco Rizzo, Laura Camelli, Ilaria Castellan, Francesco Chiacchio, Alessandro Lise con Alberto Talami, LRNZ, Makkox, Zero Calcare.
Nell’anno dedicato al nero non poteva poi mancare un omaggio ad una delle più grandi famiglie del fumetto mondiale, ovvero i Breccia, argentini di nascita ma universali per temi trattati. Fino al 26 maggio le sale dell’Istituto Cervantes di Napoli accolgono le tavole originali di colui – Alberto Breccia- che può essere senza dubbio definito uno dei maestri del fumetto mondiale e del suo talentuoso figlio Enrique.
In mostra opere, spesso anche inedite in Italia, per conoscere (o solo riscoprire) due autori che hanno saputo in maniera incomparabile interpretare il bianco e nero, sia in quanto tecnica artistica, sia come mood tematico.
Nell’ampio programma spicca, tra le altre cose la personale di Andrea Bruno, ma a questo punto un suggerimento è d’obbligo: consutate il programma cliccando qui, si scoprirà che questa edizione numero 12 conta su ospiti di rilevo assoluto, alcuni noti ad un pubblico vasto, altri amati soprattutto dagli appassionati: Milo Manara, Gilbert Hernandez, Philippe Druillet, Carlos Trillo, Georges Wolinski, Edmond Baudon, Baru, Giuseppe Palumbo, Luigi Corteggi, Jim Avignon, Jon Burgeman, Alfred, Tito faraci, Riccardo Burchielli e molti altri.
© Riproduzione riservata




