Da fra Angelico a Leonardo, i disegni del Rinascimento italiano seducono Londra

“La sfilata al British Museum dei disegni pionieristici dei maestri del Rinascimento italiano è seducente e illuminante”, scrive Waldemar Januszczak sul Sunday Times, e il [...]

“La sfilata al British Museum dei disegni pionieristici dei maestri del Rinascimento italiano è seducente e illuminante”, scrive Waldemar Januszczak sul Sunday Times, e il petto di chi ha a cuore le italiche meraviglie si gonfia, rinfrancato dalla considerazione che almeno delle glorie del passato si può ancora andare orgogliosi. E se il presente è ben avaro di geni, pazienza, d’altronde il confronto con tanto passato è difficile da sostenere, se non impossibile.

Ad ogni modo non sembra solo il critico del prestigioso quotidiano ad essere stato “irretito” della mostra “Fra Angelico to Leonardo:Italian Renaissance drawnings”, in allestimento nel museo londinese fino al 25 luglio, annunciata come “il più bel gruppo di disegni del Rinascimento italiano da vedere nel regno Unito da oltre 70 anni“. Insomma: attesa lunga, entusisiamo adeguato per il percorso che attraverso un centinaio di opere datate tra il 1400 ed il 1510, consente di entrare direttamente nel pensiero creativo di geni come Leonardo da Vinci (dieci le sue opere in mostra), Botticelli, Paolo Uccello, Mantegna, Bellini, Carpaccio, Tiziano. E’ infatti nel momento in cui la “matita” (la punta d’argento, il carbonicno  o la sanguigna, non è il mezzo che conta) si posa sulla carta che l’idea sboccia, i contorni si delineano,  l’immaginazione dell’artista si libra e unita a un momento di casualità – sempre presente, o quasi – dà luogo, dopo errori e ripensamenti, al progetto artistico compiuto. E ieri come oggi, ma soprattutto nel Rinascimento, l’arte non può fare a meno del disegno. Anzi c’è di più, la mostra del British Museum arriva a suggerire che senza disegno non ci sarebbe stato neppure il Rinascimento.

Le opere in esposizione provengono per metà dai fondi del British Museum e per il resto dalla Galleria degli Uffizi e sono organizzate in maniera tale da tracciare tutti i processi che hanno reso il disegno essenziale per l’arte rinascimentale. Il punto iniziale allora non può che essere il supporto, ovvero la carta, senza la cui invenzione in Cina ed il conseguente arrivo in Europa, non si

Tiziano, studio per giovane donna (1510 ca)

parlerebbe neppure di disegno. Già perché prima della carta il disegno era affare dispendioso, come nel Medioevo, quando si adoperavano le pergamene, decisamente troppo costose per poter essere adoperate per “schizzi in libertà”.

La sezione iniziale continua con il racconto delle diverse tecniche adoperate dagli artisti del Rinascimento in maniera molto diversa: la penna e l’inchiostro, il carboncino, il gesso, la punta d’argento. E finalmente le opere, tanti capolavori e rarità, come il disegno di un metro e quatranta centimetri di Lorenzo Monaco, uno studio per la pala Vergine conservata alla National Gallery di Londra, mostrato per la prima volta accanto al dipinto.    La rappresentazione dell’uomo e della natura e l’uso di una prospettiva lineare per creare l’illusione della forma tridimensionale sono stati gli elementi fondamentali dello stile rinascimentale come si nota efficacemente nell’album di disegni realizzati dal pittore veneziano Jacopo Bellini e nelle opere del suo rivale artistico Pisanello.

L’importanza di Leonardo in questo periodo si manifesta con la presenza di dieci disegni, compreso il  celebre studio a penna di un paesaggio panoramico datato, 5 agosto 1473, il primo disegno panoramico dell’arte europea e la prima opera documentata di Leonardo. E ancora Michelangelo, che adoperava ogni millimetro di carta (orrore del vuoto?), in mostra un foglio pieno di bambini e un altro con due nudi che tentano di sollevare un terzo in aria in un gioco di torsioni ed equilibri magistralmente risolto.

La mostra offre in definitiva un’ampia panoramica dello sviluppo del disegno in tutta Italia, ma con una particolare attenzione per Firenze e Venezia, laddove gli artisti veneziani tendevano a favorire  l’atmosfera, con composizioni di disegno tonale (i disegni in mostra di Tiziano ne sono un esempio) mentre i Fiorentini  privilegiavano il contorno, il volume enfatico (come si vede sui disegni del Verrocchio, Credi e Leonardo), la rappresentazione del movimento e l’espressione delle emozioni e degli stati d’animo.

Insomma, la mostra del British Museum non è un’accozzaglia di genialità, ma un viaggio “didattico” che esplora un aspetto forse poco considerato dell’arte, e questo è il motivo più valido per farvi una visita, trovandosi a passare da quelle parti.

Leonardo, guerriero (punta d'argento - 1480 ca)

Andrea Mantegna, Vergine col bambino (1490 ca)

Andrea del Verrocchio, testa di donna (1480)

Anonimo lombardo, due leopardi (1410 ca)

Raffaellino del Garbo, Resurrezione di Cristo (1495 ca)

Leonardo Da Vinci, testa di donna (1470)

Leonardo da Vinci, studio per lo sfondo dll'Adorazione dei Magi (141 ca)

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