Un dettaglio tanto ovvio da venire sempre trascurato: senza grandi tessuti non sarebbero esititi i grandi stilisti. Lo sanno fin troppo bene a Como, patria della seta e delle tessiture più raffinate d’Italia dove il maggio apre al Museo Studio del Tessuto, a Villa del Grumello, “L’età dell’eleganza. Le Filande e Tessiture Costa nella Como degli anni Cinquanta”, esposizione a ingresso Libero che sarà visitabile fino al 27 giugno.

Abito da pomeriggio di Hubert de Givenchy, tessuto Filande e Tessiture Costa “L’Officiel”, aprile 1953
In mostra abiti di Dior, Fath, Sully Dumas, Balenciaga e Galitzine, confezionati con i tessuti della celebre filatura e poi un abito della Sartoria Tirelli di Roma, ritrovato dalle curatrici durante le loro ricerche. Fa parte della collezione Primavera/Estate 1953 di Hubert de Givenchy di cui si conoscono solo altri due modelli, uno conservato al Costume Institute del Metropolitan Museum di New York e uno al Musée Galliera di Parigi.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso i temi delle più importanti ed estrose collezioni create dai Costa nel corso del decennio. Un affascinante viaggio tra pellicce, ortaggi, gioielli, boiseries, trionfi culinari e soggetti floreali compongono un’immersione nel mondo sfavillante e fantasioso dei disegnatori tessili dell’ Italia della ripresa economica. L’esposizione ripercorre l’intero ciclo produttivo: l’idea iniziale, la composizione del disegno, le prove di stampa su carta, per arrivare al tessuto finito. In evidenza anche le collaborazioni con Andrée Brossin de Méré (designer di origine svizzera) e Manlio Rho (noto pittore comasco) che consentirono all’azienda di vedere i propri tessuti stampati citati dalle riviste dell’epoca come i più straordinari apparsi sulle passerelle parigine.
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