Dove utilitarie e motorini si contendono quotidianemente centimetri di asfalto, ieri è piovuto – non per caso – un sogno targato Formula Uno. Un sogno di lusso, ambito da mille e uno improbabili circuiti cittadini ma concesso solo a Montecarlo, che come circuito è egualmente improbabile, considerando che i bolidi sfrecciano sfiorando il mare da un lato e gli alberghi dall’altro. Ma è il mare del Principato e tanto basti.
A Napoli, all’ombra di Castel dell’Ovo, ci ha provato Mark Webber il pilota della scuderia Red Bull Racing a regalare per un pomeriggio l’emozione della Formula Uno corsa sul lungomare. Ed è stato show. Ma non c’è niente di nuovo sotto il sole, anche se a ricordare che nella città partenopea dal 1933 al 1962 si contendevano
il Gran Premio nomi come Nuvolari, Villoresi, Farina, Ascari sono oramai solo gli anziani e gli appassionati che da una manciata d’anni propongono una rievocazione storica. Ma volete mettere le vecchie auto tirate a lucido dei dilettanti con la Formula Uno.
E così, com’era prevedibile, il pubblico ha risposto con generosità alla manifestazione firmata Red Bull. Per cronaca: a completare il programma anche la partecipazione di Sebastien Buemi, ventunenne svizzero di origini italiane, pilota della faentina Scuderia Toro Rosso – al volante di una Nascar - e Chris Pfeiffer, il tedesco quattro volte campione del mondo di Stunt Riding che si è esibito in una delle sue spettacolari esibizioni sulle due ruote.
© Riproduzione riservata



















