Venezia e la mostra che ricorda Felice Carena

Venezia dedica una mostra al torinese Felice Carena scomparso nella città lagunare nel 1966 e uno dei protagonisti del Novecento italiano. Un omaggio, come si [...]

Venezia dedica una mostra al torinese Felice Carena scomparso nella città lagunare nel 1966 e uno dei protagonisti del Novecento italiano. Un omaggio, come si legge nella locandina che presenta l’evento, all’artista che scelse la Serenissima per trascorrere gli ultimi ma fecondi anni della sua carriera“.  La Regione Veneto, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e Arthemisia Group, hanno collaborato all’esposizione intitolata “Felice Carena e gli anni di Venezia” che è  in corso di svolgimento (fino al 18 luglio) a Palazzo Franchetti. Dopo Zoran Music, la cui mostra s’è conclusa il 7 marzo, prosegue dunque la valorizzazione degli artisti legati alla città e, in particolare, alla riscoperta di un grande pittore come Carena, da lungo tempo assente dalle esposizioni. L’ultima del piemiontese nel ’96 a Torino e dunque, vent’anni dopo ecco  quella veneziana che è occasione per riscoprire l’artista attraverso una rilettura critica aggiornata, con attenzione gli anni veneziani e ripercorrendo altresì la sua lunga attività pittorica. La mostra è curata da Virginia Baradel e da Luigi Cavallo, Elena Pontiggia, Nico Stringa e la coordinazione di Stefano Cecchetto. Oltre 90 le opere provenienti dai maggiori musei italiani e da collezioni private che ripercorrono l’attività dell’artista dai primi anni torinesi sino alle struggenti Pietà e alle Nature morte degli ultimi anni. Si potrà ammirare “I Viandanti” (1908-1909, GAM, Udine), “Ritratto di un sacerdote” (1913, Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro, Venezia), “Bambina sulla porta” (1919, “Fondazione Giorgio Cini”, Venezia), “La Quiete” (1921-1926, Banca d’Italia), “Gli Apostoli” (1924, GAM Palazzo Pitti, Firenze), “La scuola” (1927-1928, Monte dei Paschi), “Uomo che dorme” (1938, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma), “Teatro popolare” (1933, GAM, Milano); e molte importanti opere mai esposte tra cui la “Deposizione” (1938-1939), eccezionalmente prestata dai Musei Vaticani, la “Fuga in Egitto” (1940), “Il Ratto delle Sabine” (1942) e il nucleo centrale del discusso dipinto “Dogali” (1936).

Carena con Papa Giovanni XXIII

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