Dal 15 maggio al 20 settembre Bari ospita una mostra di Jannis Kounellis promossa dal Comune in collaborazione con l’associazione onlus “Di Segno in Segno” che coinvolge due luoghi significativi del capoluogo pugliese, il Teatro Margherita e Piazza del Ferrarese, scelti dall’artista per costruire un dialogo con la città e le sue opere. L’evento è curato da Annamaria Maggi e Vito Labarile. Nel dettaglio l’esposizione di Kounellis coinvolge il Teatro Margherita pregevole esempio dello stile Liberty, oggi ristrutturato, s’inserisce coerentemente nella poetica dell’artista che ha sempre preferito contesti architettonici e urbanistici alternativi (fabbriche, edifici abbandonati, strade) agli spazi espositivi tradizionali. Anche a Bari incontrerà un’architettura impoverita dal tempo e la rende oggetto di un’azione estetica.
Al Teatro Margherita viene restituita, in sostanza, la funzione di contenitore di cultura. I materiali utilizzati fanno parte del repertorio polimaterico di Kounellis: lastre di ferro, sacchi di juta, carbone. Dodici moduli, ognuno dei quali è costituito da sacchi pieni di carbone disposti in circolo, all’interno del quale vi sono cumuli di carbone da cui partono una lastra di ferro disposta a cuneo e una putrella che regge in cima un sacco di carbone e si sviluppa in altezza fino a sfiorare la copertura a cupola del teatro. Uno dei simboli utilizzati da Kounellis – il cappotto – torna nell’installazione del foyer nella forma di grandi pannellature di acciaio, sulle quali sono fissate putrelle che schiacciano soprabiti maschili neri. Pur scegliendo di abbandonare la bidimensionalità del quadro – a favore di una “pittura” a tre dimensioni – l’artista mantiene un riferimento alla tradizione artistica, il cavalletto. E siamo a Piazza del Ferrarese dove il programma comprende un ulteriore capitolo che conduce nel cuore della città vecchia, a Piazza del Ferrarese, di fronte a una porta chiusa della facciata del Mercato del Pesce del Porto vecchio. Un altro luogo ricco di storia testimoniata dalle tracce emerse della via Appia-Traiana di epoca romana. Il grande complesso plastico di Kounellis è costituito da un parallelepipedo in ferro su cui ne poggia un secondo, dalle dimensioni più ridotte. Il lavoro di Kounellis propone una riflessione sull’arte declinata con i toni – a lui più congeniali – della teatralità drammatica. L’artista si avvale di materiali e spazi extrapittorici con i quali, si legge in un comunicato stampa, non vuole rappresentare la realtà, bensì creare una nuova realtà. La mostra sarà corredata da una pubblicazione, edita da Silvana Editoriale.
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