“Rezipe i rimm del Porta…”, prendi le rime del Porta (per combattere malinconie e magoni), scriveva Danilo Tessa nella prima metà del secolo andato, e ispirato al suo verso è il titolo della mostra sulla letteratura in dialetto milanese “dal Rajberti al Tessa e oltre” che s’apre oggi alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano.

• Angelo Trezzini, La danza delle muse. Meneghinata, Milano, Tip. e lit. degli ingegneri, 1875, copertina
Allestita fino al 5 giugno, la mostra è dedicata al ricordo di Dante Isella e ripercorre gli ultimi centottanta anni della letteratura dialettale milanese. Il progetto è stato infatti realizzato col contributo scientifico di molti studiosi, italiani e svizzeri, allievi diretti e non di Isella, accomunati dal desiderio di ricordare con questa iniziativa il Maestro a cui si deve il più imponente lavoro di recupero della tradizione letteraria lombarda dal Quattro al Novecento.
Dante Isella aveva curato nel 1999 la mostra “Varon, Magg, Balestrer, Tanz e Parin…”. La letteratura in lingua milanese dal Maggi al Porta, realizzata dalla Braidense in occasione del bicentenario pariniano, che coincideva con il terzo centenario della morte di Carlo Maria Maggi. Isella si proponeva di proseguire cronologicamente la rassegna fino ai nostri giorni; a due anni dalla sua scomparsa, la Braidense ne ha ripreso l’idea, allestendo la mostra. Il progetto ha dovuto fare i conti con l’elevatissimo numero di autori, oltre trecento, un numero senza riscontro nei secoli precedenti: di qui la scelta di offrire nel catalogo della mostra (di oltre trecento pagine) i profili, secondo una successione cronologica, di quaranta autori tra i più significativi , le cui opere vengono esposte nelle vetrine della Sala Maria Teresa. Tra il Porta e il Tessa c’è la grande stagione del teatro milanese, da Cletto Arrighi a Carlo Bertolazzi, ed esperienze poetiche importanti e variegate; il Porta, ma anche Tommaso Grossi, Giovanni Ventura, Giovanni Rajberti, Francesco Candiani, traduttore dell’Inferno dantesco, quindi la produzione dialettale di Carlo Dossi (di cui quest’anno ricorre il centenario della morte) e di Emilio De Marchi. Nella prima metà del Novecento dominano nomi come Delio Tessa, Emilio Guicciardi, Franco Loi, il maggior esponente della letteratura dialettale. Nelle vetrine della sala Maria Teresa il pubblico troverà le principali edizioni corredate da dipinti e da una ricca raccolta di immagini (locandine teatrali, illustrazioni da periodici e libri). L’ingresso è libero.
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