“Stonato come una campana”, a Pistoia può suonare come un insulto, per la campana. Nella città toscana (città d’arte ma poco conosciuta sotto questo punto di vista), la produzione di campane appartiene infatti alla tradizione più antica e da secoli permea la vita del suggestivo borgo medievale.
Per riscoprire la nobile tradizione artigianale, domani nella monumentale cornice del Battistero di San Giovanni in Corte, in piazza Duomo, s’apre la mostra: “Rintocchi di Campane e Campanelle. L’arte dei Maestri fondatori pistoiesi”. Un’iniziativa dell’assessorato al Turismo del Comune, realizzata in collaborazione con la UFIP (una fabbrica di “risonanza internazionale” specializzata nella produzione di strumenti musicali a percussione e di organi musicali) e la Fondazione Tronci.
Attraverso l’esposizione di campane e campanelle, che oggi fanno parte della collezione della Fondazione, è possibile osservare con attenzione l’arte antica dei maestri fondatori che vive di manualità, profonda conoscenza dei materiali e raffinata elaborazione dei processi costruttivi. Il suono delle campane, che in tutto l’occidente cristiano scandisce da secoli i momenti più importanti della vita (feste e lutti) diventerà anche concerto, le campane plasmate dalle mani di abili artigiani suoneranno domani, ore 18, per l’inaugurazione dell’evento espositivo, quindi dimenica 18, alle ore 17 e poi il 30 Aprile, per un grande concerto eseguito dai maestri dell’Associazione Campanari della Basilica di San Luca di Bologna. Un connubio tra uomo e ritmo, forma e suono, ritualità e sacralità. L’ingresso alla mostra (allestita fino al 30 aprile) è gratuito.
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