Premi Pulitzer: l’avanzata del web

C’è sempre una prima volta, anche per il web, terreno dei disincanti per antonomasia. La prima volta in questione riguarda il premio Pulitzer, andato per […]

C’è sempre una prima volta, anche per il web, terreno dei disincanti per antonomasia. La prima volta in questione riguarda il premio Pulitzer, andato per il giornalismo investigativo ad una piccola agenzia indipendente, ProPublica, che opera on line e senza scopo di lucro. L’inchiesta che ha portato al prestigioso riconoscimento, è firmata dalla reporter Sheri Fink e s’intitola “The Deadly Choices at Memorial” e tratta delle morti controverse avvenute nel più grande ospedale di New Orleans nei giorni immediatamente successivi all’uragano Katrina. Nodo del servizio il ruolo avuto dai medici nell’iniezione di letali dosi di antidolorifici ad alcuni ammalati.  L’inchiesta fu poi ripresa il 25 agosto del 2009 dal New York Times. L’agenzia, guidata dal ex direttore del Wall Street Journal, Paul Steiger, infatti, e questo è il vero elemento di novità, mette a disposizione dei media, gratuitamente, le proprie inchieste. Per mantenere la necessaria indipendenza, si finanzia grazie al sostegno di alcuni filantropi e alle donazioni della gente; l’anno scorso è riuscita così a pubblicare 138 rapporti ed a mantenere una redazione di 32 giornalisti.  Paul Steiger ha dichiarato nel sito che l’obiettivo è “rivelare i comportamenti dannosi per portare avanti il cambiamento […] Lo facciamo in maniera non di parte non ideologica, attenendoci alle più severe norme di imparzialità giornalistica“.  La svolta c’è, ed è un ritorno al giornalismo d’inchiesta, in stato di abbandono, anche negli States, per gli alti costi che comporta. Sarà il tanto vituperato web a salvare la parte più nobile del “mestiere”?

Ma la giuria della Colombia University (che assegna il Pulitzer) si è replicata premiando, per la prima volta, anche un cartoonist della Rete, si tratta di Mark Fiore del San Francisco Chronicle, che ha vinto per “la pungente ironia, le ricerche approfondite e la capacità di distillare temi complessi garantendo uno standard elevato per una forma emergente di commento” che mette nei suoi cartoni animati (per vederli clicca qui).

Annunciato ieri, il premio Pulitzer ripropone ogni anno sin dalla sua nascita, nel 1917 la sfida tra Il New York Times e il Washington Post. La “gara” è andata quest’anno al giornale della capitale americana per 4 premi a 3. Il NYT ha vinto due Pulitzer per la copertura data ad alcuni casi di carne bovina contaminata e al rischio di utilizzare telefoni e computer al volante. Il Washington Post, vince con Anthony Shadid per un servizio dall’Iraq; Gene Weingarten, nella sezione “scrittura di stile” per una relazione sul caso di genitori che hanno dimenticato i figli in auto, lasciandoli morire; quindi al columnist conservatore Kathleen Parker, e il quarto per il critico di danza Sarah Kaufman.

Per la fotografia, il premio è andato a Maria Chinda, per uno scatto pubblicato sul The Des Moines Register, che immortala il pagamento di un riscatto. La lista completa dei premi Pulitzer 2010 al sito pulitzer.org.

Un divertente cartone di Fiore sui “matrimoni gay”

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