La musica si può raccontare? Forse no, ma i suoi protagonisti sì, si possono descrivere, ad esempio, l’epoca che ha generato quei suoni, le vite che li hanno immaginati, le loro vicende, gli amori, i trionfi e le sconfitte che si sono trasformati in note. Corrado Augias, famoso come scrittore e giornalista ma con alle spalle anche un’interessante carriera di autore teatrale, ci prova portando sul palcoscenico, nell’anno che coincide col duecentesimo anniversario della morte: Frédéric François Chopin.
“Raccontare Chopin” di e con Corrado Augias (voce narrante) e il pianoforte del bolognese Giuseppe Modugno esordirà in prima nazionale venerdì 16 all’auditorium Parco della Musica di Roma per la regia di Felice Cappa. Dopo il debutto romano (si replica sabato 17), lo spettacolo sarà a Parigi (28 e 29 maggio) e quindi una lunga tournée che toccherà tra l’altro, Aosta, Ostia, Forte dei Marmi, Bologna.
Il racconto di Augias s’intreccia alle musiche del grande compositore polacco eseguite da Giuseppe Modugno mentre una telecamera ne riprende le mani che scorrono sulla tastiera per proiettarne le immagini su un grande schermo. Una struttura decisamente elegante.
“Federico – così lo chiama Augias – ebbe una vita travagliatissima e io cercherò di ricostruirne i momenti e le ragioni salienti”. Il periodo storico innanzitutto. I primi anni di vita in una Polonia asservita alla Russia. Il trasferimento a Parigi, dove frequentò Bellini, Liszt, Delacroix, Berlioz. L’amore, quello lungo e tormentato per la scrittrice George Sand, di sei anni più grande di lui. La salute, così fragile, minata dalla tubercolosi e dalla depressione.
E infine la musica: «Nei suoi trentanove anni di vita Chopin ha rivoluzionato la scrittura musicale per pianoforte e la tecnica, dalla diteggiatura alle sonorità dello strumento», spiega Augias. È stato e continua ad essere considerato uno dei più grandi pianisti e compositori di tutti i tempi. Il “poeta del pianoforte”, il maggior esponente del Romanticismo musicale che trovò una perfetta sintesi tra la tradizione classica, la musica popolare polacca e il contemporaneo melodramma italiano.
La musica, forse, si può anche raccontare.
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