Esattamente 40 anni fa, il 10 di aprile del 1970 Paul McCartney dà l’annuncio che getta nella tristezza milioni di fan e provoca un bel po’ di scene d’isteria. “A causa di differenze personali, musicali e d’impresa”, lascia i Beatles. Il gruppo in pratica cessa di esistere.
C’è chi non ci crede, chi pensa che si tratti solo di un escamotage pubblicitario, perché ormai è impossibile immaginare la musica senza i Beatles. Impossibile immaginare una nuova colonna sonora per il decennio che è appena entrato. E invece, per dirla con John Lennon, “il sogno è finito”. Sul declino la generazione dell’amore e della fraternità universale, irripetibile dal punto di vista musicale l’alchimia prodotta dai quattro. Venti anni più tardi, disse Kurt Cobain: “Noi possiamo giocare al pop, i Beatles hanno fatto tutto“.
Sulle cause del loro scioglimento le illazioni non sono mai cessate, è certo che da tempo i rapporti tra John e Paul si fossero incrinati, e nonostante i fan abbiano voluto attribuire la gran parte delle colpe all’arrivo delle donne (Yoko Ono e Linda Eastman su tutte) probabilmente la crisi comincia con la morte del manger Brian Epstein, nel 1967. Con la sua scomparsa viene a mancare l’arbitro. Il timone passa nelle mani di McCartney, ma nulla è più come prima. Il lavoro di squadra per il “rivoluzionario” Withe Album del 1968 ed per Abbey Road (1969) non riusciranno a sanare una situazione che va sempre più degenerando. Dopo l’uscita dell’album, Harrison e Lennon, all’insaputa di McCartney, chiamano il produttore Phil Spector per affidargli i nastri di Get Back: Spector rielaba radicalmente molte canzoni, ne esce Let it be, un album che, considerato il fatto di essere registrato praticamente alla vecchia maniera, tutto suonato dal vivo pezzo per pezzo, è oggi reputato un eccezionale esempio di coraggio di un gruppo che tornava a mettersi in discussione per l’ennesima volta. Le tecniche utilizzate per inciderlo sono talmente basilari che nessun altro grande gruppo o artista successivo ha, fino ad ora, mai osato provare a realizzare. Let It Be, uscirà un mese dopo l’annuncio di McCartney. E’ l’atto finale. Dieci anni per imporsi al mondo, quattro decenni per continuare. Il bilancio del quartetto di Liverpool non è mai chiuso e dopo di loro, il business è stato ancora più grande. Periodicamente ergono riediti, rimasterizzati ed oggi digitalizzati a raccontare di un sogno ormai diventato storia.
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