Il guardaroba di Grace Kelly, l’icona dello stile. Al Victoria & Albert Museum

Lo spettacolare guardaroba di Grace Kelly s’offre al pubblico del Victoria & Albert Museum. “Grace Kelly: style icon” è il titolo della mostra che da [...]

Lo spettacolare guardaroba di Grace Kelly s’offre al pubblico del Victoria & Albert Museum. “Grace Kelly: style icon” è il titolo della mostra che da sabato 17 aprile fino al 26 settembre sarà allestita presso il museo londinese tracciando un percorso in quel modello di chic che, a 50 anni di distanza dal suo culmine cinematografico,  continua a ispirare moda e tendenze.

Dalla popolarità conquistata a Hollywood negli anni ’50  a Grace principessa di Monaco, l’esposizione ritrova lo stile Kelly in  50 abiti originali, insieme a cappelli, gioielli e a quella celebre borsa che Hermès le dedicò, la “borsa Kelly”. Gli abiti che ha indossato nei suoi film di successo, tra cui High Society (Alta Società – suo ultimo film), e quello che mise quando andò a ritirare il suo premio Oscar, nel 1955. E poi l’ensemble di pizzo indossato per il matrimonio civile col principe Ranieri, nel 1956 e ancora 35 abiti di haute couture (anni ’60-’70) firmati dai suoi stilisti preferiti: Dior, Balenciaga, Givenchy e Yves Saint Laurent. Il tutto accompagnato da filmati e manifesti, da fotografie e dalla statuetta dell’Oscar che vinse per l’interpretazione ne “La ragazza di campagna” di George Seaton.

L’icona di stile aveva evidentemente buoni geni, ma la formazione influì nello stesso modo al suo successo. Figlia di una campionessa di nuoto e di un ex muratore d’origine irlandese e olimpionico di canottaggio diventato poi un imprenditore milionario; la giovane Kelly si convertì alla recitazione quando scoprì d’essere troppo alta per la danza, passione cha comunque le servirà a mantenere il portamento; la voce, invece, non erà un granchè, troppo nasale per essere gradevole. Ma a porre rimedio intervennero rigorosi esercizi di dizione. Quando approdò ad Hollywood il cigno però non era ancora spuntato completamente; era alquanto trasandata, le piaceva vestire in maniera alquanto dimessa, forse per evitare gli sguardi. Ma proprio al Hollywood Kelly finì sotto la guida di due grandi designer. Alla MGM, Helen Rose la vestì in uno stile safari-chic per Mogambo; da principessa ne il Cigno; e da dea greca del 20mo secolo in Alta Società; fu lei, peraltro, a disegnarle il fastoso abito nunziale.  Alla Paramount, invece incontrò Edith Head che creò per lei lo stile audace-chic che sfoggiò nei film di Hitchcock. Uno dei suoi assistenti, sia detto per inciso, era Oleg Cassini, lo stilista nel 1961 sarebbe diventato il couturier ufficiale di un’altra icona fashion, Jacqueline Kennedy.

Superata la fase hollywoodiana quel “vulcano coperto di neve” (così la chiamava Hitchcok) apperve al pubblico nell’ultimo e dinefinitivo ruolo, quello di principessa di Monaco; continuò ad essere più fotogenica che mai e – come la mostra porta all’evidenza – una grande consumatrice di moda.

il matrimonio civile - Photo by SNAP / Rex Features

il fidanzamento col principe Ranieri - Photo by SNAP / Rex Features

la sera dell'Oscar - Photo by Everett Collection / Rex Features

dal film La finestra sul cortile con James Stewart (1954) - Photo by Everett Collection / Rex Features

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