1988 – Pippo emigra
Ancora Marco Ravera a firmare il Festival numero 38, spalmato su quattro serate (dal 24 al 27 febbraio) e presentato da Miguel Bosè e Gabriella Carlucci (Pippo Baudo era passato alla concorrenza). Dal Palarock, ancora Carlo Massarini e, novità dell’anno, dal Casinò Kay Sandvick, Lara Saint Paul e Memo Remigi. Beppe Grillo, con la sue battute trasgressive, animò le serate; in apertura della gara, il finto annuncio della presenza a sorpresa di Baudo, aggiungendo poi un canzonatorio Ve lo meritereste! al pubblico in attesa.
Vincitore del Festival Massimo Ranieri con Perdere l’amore (Artegiani-Marrocchi), “un motivo fra enfasi e moderna teatralità” (sottotitolò il Corriere della Sera); Toto Cutugno ancora al secondo posto con Emozioni (Cutugno); terzo Luca Barbarossa con L’amore rubato (Barbarossa).
La sigla di Sanremo Nel blu dipinto di blu (cantata dal tenore Luciano Pavarotti) volle ricordare i trent’anni di quel memorabile testo di Domenico Modugno. Il 38° Festival non cambiò formula, con 26 cantanti della Sezione Big (votati con le schedine Totip) e 16 Nuove Proposte. In gara tra i “grandi”: Luca Barbarossa, Loredana Bertè, Nino Bonocore, Franco Califano, Toto Cutugno, Denovo, Tullio De Piscopo, Peppino Di Capri, Drupi, I Figli di Bubba, Fiordaliso, Flavia Fortunato, Fausto Leali, Fiorella Mannoia, Marcella, Matia Bazar, New Trolls, Francesco Nuti, Anna Oxa, Raf, Massimo Ranieri, Mino Reitano, Ricchi e Poveri, Ron, Alan Sorrenti, Michele Zarrillo.
Ecco qualche nome della Sezione “Giovani”: Biagio Antonacci, I Future (vincitori con Canta con noi) , Giorgia, Mietta, Miki, Andrea Mirò, Mariella Nava, Paola Turci.
Scrisse così Aldo Garzia nel 1996: Grande successo di Luca Barbarossa, che conquista la terza posizione con L’amore rubato: si tratta di una canzone che parla di uno stupro e che la platea del Festival mal digerisce, nonostante i voti delle giurie (Barbarossa riceve un telegramma di congratulazioni da Franca Rame e Dario Fo per il testo del suo pezzo).
Oltre le prime classificate, nella hit parade buon successo per Tullio De Piscopo con Andamento lento, e per Fiorella Mannoia Le notti di maggio (di Ivano Fossati) a cui andò il premio della critica. Piacquero pure Il mondo avrà un’anima di Ron (Rosalino Cellamare), Sarà per te di Francesco Nuti, Mi manchi di Fausto Leali e la divertente Nella valle dei Timbales de I Figli di Bubba (dopo l’esibizione gridarono Matrjoska libera!, riferendosi al programma di Ricci -con la presenza di Moana Pozzi- annullato da Italia 1). L’onesto e popolarissimo Mino Reitano presentò la patriottica Italia, tormentone che sarebbe poi passata a canzone simbolo del suo repertorio.
Tanti gli ospiti stranieri; tra questi Paul McCartney ad aprire la serata finale dall’Ariston. George Harrison, invece, andò in scena al Palarock. Poi: Joe Cocker, Art Garfunkel, Stevie Wonder, Guesch Patti (con una trasgressiva e allusiva canzone: Etienne), i Toto, Bon Jovi, gli Inxs, Belinda Carlisle, e tanti altri.
Dal Casinò, ecco un “Sanremo Graffiti” con Paul Anka, Sandie Shaw, Ben E. King, Antoine.
Addirittura, nel dopo Festival, andò in onda Il processo al Festival, sul modello calcistico, con la conduzione del giornalista sportivo Aldo Biscardi affiancato da Sandro Paternostro.
Tra i cantanti più in voga nel 1988, oltre a quelli di Sanremo, da citare Jovanotti con Gimme five, Gimme five 2, E’ qui la festa; Renzo Arbore con Sì la vita è tutto un quiz; Antonello Venditti con In questo mondo di ladri; Eros Ramazzotti con Musica è; Dalla e Morandi; gli U2; i Duran Duran; Nick Kamen con Tell me; Guesch Patti con Etienne.
A proposito delle nuove tendenze musicali e dei suoi esecutori migliori, così nel 2000 scriveva Gabriele Ferraris: Gli anni Ottanta stanno per chiudersi; c’è una grande confusione sotto il cielo di un rock che si dissolve in mille rivoli (…). I figli del rock cercano invano una precisa direzione. Direzione che trova invece la musica nera; la trova in virtù del genio di un singolo artista, Prince. Prendeva piede il rap, che in quegli anni raggiunse la sua maturità, trasformandosi pure in eccezionale “fabbrica di hit”, parola di Gabriele Ferraris: Se ne accorge anche, nell’ultima delle province dell’Impero, lo scaltro Claudio Cecchetto, che inventa il ‘rapper italiano’, ovverosia un ragazzotto di nome Lorenzo Cherubini il quale, lestamente ribattezzato Jovanotti, con i singoli ‘1, 2, 3…Casino’ e ‘Siamo o non siamo un bel movimento, e con l’album Jovanotti for Presidente, del 1988, si afferma come massima espressione dell’idiozia ad unanime giudizio della stessa intellighenzia che, dieci anni dopo, lo considererà l’estremo baluardo della sinistra di lotta di governo.
Nel mondo politico, esplose lo scandalo delle “carceri d’oro”; implicati gli ex ministri Nicolazzi (si dimise da segretario del Psdi), Darida, Vittorino Colombo. Ad aprile, Enzo Tortora chiese cento miliardi di risarcimento per i 22 mesi trascorsi in carcere; di lì a poco (il 18 maggio) il presentatore sarebbe morto di cancro. Nella notte degli Oscar, il 12 aprile, grande trionfo del film di Bernardo Bertolucci L’ultimo imperatore. Nelle elezioni amministrative di maggio, clamoroso risultato della Lega Lombarda al nord, con il 10% di preferenze. A giugno, morte di Giuseppe Saragat: era stato Presidente dal ’64 al ’71. A giugno, storico incontro a Mosca tra il segretario di Stato Vaticano, Agostino Casaroli, e Mikhail Gorbaciov. A luglio, entrò in vigore il decreto del ministro Ferri circa i limiti di velocità (110 in autostrada, 90 sulle statali). Luglio: nube tossica in Val Bormida, dall’Acna di Cengio (Savona). Ad agosto, proliferazione di alghe nell’Adriatico. Il 29 agosto, a Ramstein in Germania, durante l’esibizione delle Frecce tricolori, scontro tra tre aerei. Uno di essi cadde in fiamme sulla folla causando una terribile strage. Negli Usa, George Bush venne eletto Presidente.
Nel calcio, scudetto al Milan di Arrigo Sacchi; il Napoli secondo a tre punti. Nel ciclismo, Giro d’Italia allo statunitense Andrew Hampsten. Il 1988 fu l’anno delle Olimpiadi di Seul. Record di partecipanti: quasi diecimila atleti. All’Italia 14 medaglie, di cui sei d’oro. Giochi olimpici invernali a Calgary, in Canada: due ori per Tomba “la Bomba”. A lui anche la Coppa del Mondo. In estate, a 90 anni, morì il grande Enzo Ferrari, l’uomo conosciuto in tutto il mondo per i bolidi di Formula 1 che aveva progettato. La “rossa” di Maranello rimase comunque la più bella e orgogliosa eredità di Enzo Ferrari.
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