Grandi mostre: Roma Cina, i due Imperi al Palazzo Reale di Milano

Da una parte i celebri guerrieri di terracotta, poi le vesti di giada, le ricercate lacche, gli utensili d’oro e di bronzo, gli affreschi, le [...]

Statua loricata di principe Giulio‐Claudio Marmo bianco, Prima metà del I secolo d.C. Proveniente da Minturno Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Da una parte i celebri guerrieri di terracotta, poi le vesti di giada, le ricercate lacche, gli utensili d’oro e di bronzo, gli affreschi, le sete; dall’altro gruppi statuari di marmo, ancora affreschi e poi mosaici ed altri utensili d’uso comune, in argento e ancora in bronzo. Oltre 450 oggetti selezionati uno ad uno per parlare di civltà potenti e ricche, di culture avanzate, padrone di mezzo mondo ma collocate agli antipodi dell’Eurasia. L’una è Roma, signora dell’Occidente; l’altra è l’impero cinese delle dinastie Qin e Han, imperi contemporanei di duemila anni fa: non si scontrarono mai, non s’incontrarono, ma per alcuni versi si somigliarono anche se seppero l’uno dell’altro solo grazie alle merci che viaggiavano con pochi e intrepidi intermediari. Seta, giada e oggetti in ferro provenienti dalla Cina, biancheria, vetro, gesso dal Mediterraneo.

E’ una mostra eccezionale quella che dal 16 aprile sara allestita al Palazzo Reale di Milano.

Risultato della cooperazione il ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana e lo State Administration for Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese, con “I due Imperi” per la prima volta si realizza un confronto diretto tra capolavori dell’antica Cina e dell’Impero romano. Un confronto impossibile che richiama una domanda su tutte: come sarebbe cambiata la storia dell’uomo se queste due civiltà che hanno tanto fortemente influenzato la storia dei secoli successivi sino ad arrivare ad oggi si fossero incontrate? Come sarebbe evoluta l’umanità se Roma e Cina avessero potuto scambiarsi filosofie, diritto, tecnologie, artisti? E se è solo l’immaginazione di qualche bravo scrittore che potrà trovare una risposta, nel percorso di Palazzo Reale si ritrovano le tappe e i momenti salienti del sorgere e dello sviluppo dei due imperi e con esse aspetti della vita quotidiana, della società e della comunicazione sociale, del culto, dell’economia, della scienza e della tecnica.

Statua raffigurante un balestriere inginocchiato Terracotta, Dinastia Qin (Museo dei Guerrieri e dei Cavalli di Terracotta dell’Imperatore Qin Shi Huang - Shaanxi)

Unica nel suo genere, la mostra vede la partecipazione delle più importanti sedi museali di Cina e Italia con quasi 50 musei coinvolti, la parte italiana della rassegna è curata dal professor Stefano De Caro, direttore generale per i Beni Archeologici del MIBAC mentre la sezione cinese è curata dal professor Xu Pingfang (responsabile dell’istituto di ricerca archeologica dell’Accademia Cinese di Studi sociali, direttore della Società Cinese di Archeologia, capo editore del Yanjing Xuebao).

Da parte cinese la rassegna propone anche alcuni tesori nazionali, pezzi mai usciti dai confini della Repubblica Popolare: alcuni guerrieri di terracotta, una veste funeraria di giada, un sarcofago laccato con preziosi intarsi di giada, il prezioso stendardo in seta dipinta e il corredo funerario di Mawangdui, con lacche e bronzi, affreschi di epoca Han, modelli di case, utensili in bronzo e oro, testimoni di un florido impero “fotografato” nel massimo del suo splendore, ovvero dal secondo secolo avanti Cristo sino al quarto secolo d.C.

Nello stesso periodo Roma trovava il massimo della sua espansione. Si calcola che inizi della nostra era, e per pressappoco i due secoli successivi, circa la metà dell’umanità si è venuta a trovare sotto il controllo di uno dei due grandi poteri. Due Imperi di pari dimensione che controllavano direttamente circa quattro milioni di chilometri quadrati di territorio e pari popolazione (circa 50‐60 milioni di abitanti) con burocrazie simili, divisi in un numero paragonabile di entità amministrative, con strutture militari enormi, capaci di imporre il rispetto ai vicini oppure di assoggettarli. Entrambi si consideravano al centro del mondo, di tutto il mondo, entrambi furono travolti da invasioni di popoli che consideravano “barbari”.

Il progetto espositivo ha visto aprire la sua prima tappa a Pechino, al Beijing World Art Museum (29 luglio ‐ 4 ottobre 2009), per l’importante occasione delle celebrazioni per il 60° Anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese e successivamente a Luoyang, al Luoyang Museum dal 29 ottobre 2009 al 15 gennaio 2010. Dopo Milano, dove rimarrà allestita fino al 5 settembre, la mostra inaugurerà l’Anno della Cina in Italia il prossimo 6 ottobre 2010 a Roma, alla Curia del Foro Romano e al Colosseo.

immagine guida

Particolare di statua raffigurante un ufficiale di alto rango Terracotta. Dinastia Qin

Veste funeraria Giada e oro, Dinastia Han Orientale

Modello di torre Terracotta invetriata, Dinastia Han Orientale

Statua raffigurante un cavallo bardato Terracotta. Dinastia Qin

Statua raffigurante un cavaliere Terracotta. Dinastia Qin

Statua raffigurante un ufficiale di alto rango Terracotta. Dinastia Qin

Modello di carrozza Legno, pigmenti e bronzo, Dinastia Han Orientale

Animale fantastico: Tianlu Pietra. Dinastia Han Orientale

Busto loricato e paludato di Caracalla

Alcesti e Admeto Affresco, Proveniente da Ercolano

Atena, Pegaso e Bellerofonte Intonaco dipinto, Metà del I secolo d.C. Proveniente da Pompei, thermopolium

Gruppo di due figure (cosiddetto Oreste ed Elettra) Marmo, I secolo d.C. Proveniente da Pozzuoli, dal macellum

Statua di bambina con colomba Marmo lunense, II secolo d.C.

Emblema musivo con pesci II sec. d.C

Statua di Adone Marmo di Carrara, II secolo d.C. Proveniente da Santa Maria Capua Vetere

Statua di Afrodite da Sinuessa Marmo, Ultimo quarto del I secolo a.C. Proveniente da Sinuessa (moderna Mondragone)

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