Debutto nazionale al Carignano. Da questa sera Gipo Farassino

Debutta stasera, con repliche  sino a domenica “Stasseira”, teatro Carignano, (inizio ore 20,45, domenica 15,30). Musica, ricordi, poesia, testimonianze e grandi amori giocati sul filo [...]

Debutta stasera, con repliche  sino a domenica “Stasseira”, teatro Carignano, (inizio ore 20,45, domenica 15,30). Musica, ricordi, poesia, testimonianze e grandi amori giocati sul filo dell’avanspettacolo.

Questa sera al Teatro Carignano debutta, in prima nazionale, “Stasseira” uno spettacolo di musica, ricordi, poesia, testimonianze, umori e amori che attraversa cinquant’anni di canzoni e di storia torinese e italiana.
Prodotto dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino, lo spettacolo è scritto e interpretato da Gipo Farassino, con la regia di Massimo Scaglione. Spesso sottovalutato o relegato alla canzone dialettale, Farassino è senza dubbio una delle figure più rilevanti della canzone d’autore italiana, oltre che un caposcuola della canzone torinese. Ha cantato le miserie e le nobiltà della gente comune, le tribolazioni dei “travet” torinesi e gli amori beffardi o infelici consumati nell’atmosfera parigina del capoluogo piemontese. I suoi brani sono la voce dell’anima più profonda di Torino, quella delle periferie, che oggi vengono chiamate “banlieu”, ma che a Torino sono sempre state le “barriere”; e da una periferia è venuto Gipo, precisamente dalla barriera di Milano, quartiere operaio torinese fatto di case di ringhiera e di una povertà profonda, ma sempre piena di orgoglio e dignità. Lo spettacolo è un viaggio a tutto tondo nella Torino di Arpino, Levi, Calvino, Fruttero e Lucentini, per ripercorrere la nostra storia dalla metà del Novecento a oggi; non a caso lo spettacolo rientra nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Naturalmente c’è la musica dal vivo, con il gruppo El Tres, Armando Lardù e Diego Mingolla, ma «Stasseira» non è solo uno spettacolo di musica, è anche prosa e danza. Per far ciò Gipo è ricorso alla regia dell’amico di sempre Massimo Scaglione, alla collaborazione ai testi di Bruno Quaranta – scrittore, critico letterario e giornalista de «La Stampa» –, all’apporto in scena di un folto gruppo di attori e ballerini torinesi (Elena Aimone, Elisa Galvagno, Daniela Marra, Anna Scola, Nicolò Todeschini, Silvia Trentini e Valentina Virando) e ancora alle scene di Carmelo Giammello e ai movimenti coreografici di Tiziana Tosco. Bruno Quaranta offre l’avvio con piccoli testi, una sorta di alfabeto dei ricordi, Gipo fa tutto il resto; mette la voce, la simpatia, il cuore.

(Nicole Montanari)

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag