Ennio Morricone e le più belle colonne sonore della storia del cinema

Ha 81 anni Ennio Morricone, e fortunatamente per noi nessuna voglia di andare in pensione. Scrive sempre musica, sinfonica, da camera, orchestrale ed ancora – [...]

Ha 81 anni Ennio Morricone, e fortunatamente per noi nessuna voglia di andare in pensione. Scrive sempre musica, sinfonica, da camera, orchestrale ed ancora – seppure con frequenza minore – per il cinema. L’ultima colonna sonora che ci risuona nelle orecchie è quella di Baarìa, mentre ci si chiede che fenomeno deve essere la mente di quell’uomo, capace di trovare nuove alchimie con le sette note dopo aver scritto circa 500 partiture per il cinema e la televisione e più di 120 pezzi tra brani orchestrali, sinfonie e canzoni. E non musiche qualunque ma suoni capaci d’influenzare generi e generazioni: copiati, campionati, riciclati indifferentemente da musicisti e registi, da Jay-Z, a Bruce Springsteen a Quentin Tarantino.

A Verona, l’11 settembre, Morricone ritroverà all’Arena quel pubblico che nel 2004 lo vide trionfare e dare il via ad un tour mondiale che lo portò nei più bei teatri del Pianeta ed anche al Palazzo di Vetro dell`ONU, New York. “Sarà un concerto che celebra una ricorrenza per la storia della musica di Ennio Morricone”, riporta il sito ufficiale del compositore, ma intanto a Londra cento orchestrali accordano gli strumenti e cento coristi riscaldano la voce in vista del concerto di sabato 10 aprile alla Royal Albert Hall, quando il maestro dirigerà un programma intero di colonne sonore. Le sue colonne sonore, quelle che ci piombano nel western all’italiana di Sergio Leone, ci parlano dell’epopea amazzonica di Mission o dei film di Mauro Bolognini al quale Morricone dedicherà un tributo attraverso le musiche di  Per Le Antiche Scale e de L’eredità Ferramonti.

E mentre Morricone celebra i “suoi” registi, il Times celebra Morricone dedicandogli un ampio articolo e una curiosità, una scelta delle 20 migliori colonne sonore della storia del cinema. La lista è caduta solo su musiche originali e sono esclusi i muscal.  Per evitare confusione. In compenso non è stata fatta alcuna differenziazione tra generi, dall’elettronica, al blues al soul, al jazz al rock, ovvero “tutti generi che Morricone ha dominato nella sua carriera lunga 70 anni”. Tuttavia il compositore romano è fuori dal podio, il Times lo piazza quarto con la colonna sonora de “Il buono, il brutto e il cattivo” (1966) con menzioni speciali per Nuovo Cinema Paradiso e Per un pugno di dollari.  Fuori dal podio virtuale, ma pur sempre prima di Casablanca (Max Steiner, 1942) che finisce quinto, anche se il tema portante del film rappresenta l’incarnazione stessa della musica per il cinema.  Un altro italiano tra i magnifici 20, Giorgio Moroder, in lista per Fuga di mezzanotte (1978), il thriller di Alan Parker che gli valse l’Oscar alla colonna sonora (il primo, ne ha vinti in totale 3).

Il primo posto, secondo il quotidiano britannico è per il romantico Lawrence d’Arabia (Maurice Jarre, 1962); il secondo è de Il terzo uomo (Anton Karas, 1949); ed il terzo de I magnifici sette (Elmer Bernstein, 1960).

Nella top ten seguono: Al servizio segreto di Sua Maestà (Barry John, 1969);  Shaft il detective (Isaac Hayes, 1971); Dirty Harry (Lalo Schifrin, 1972); The Harder They Come (Jimmy Cliff, 1972) e decimo, Bernard Herrmann in elenco per Taxi Driver (1975) e non per la sua carriera al fianco di Alfred Hitchcock.

In breve le altre posizioni. Undicesimo posto per La febbre del sabato sera (Bee Gees, 1977) e a seguire Star Wars (John Williams, 1977); il già citato Fuga di mezzanotte; Blade Runner (Vangelis, 1982); Koyaanisqatsi (Philip Glass, 1982); Purple Rain (Prince e The Revolution, 1984); Paris, Texas (Ry Cooder, 1984); American Beauty (Thomas Newman, 1999); The Piano (Michael Nyman, 1993);  The last Temptation of Christ (Peter Gabriel, 1988).

Un classifica che pesca in 70 anni di storia del cinema tra Grammy Award, Golden Globe e premi Oscar, ma nella quale, com’è normale che sia, si sente più di qualche mancanza, le musiche  di Nino Rota per Fellini, ad esempio (vogliamo mettere La strada?); oppure per non voler essere italianocentrici le musiche di Alien firmate Jerry Goldsmith o la colonna sonora di Uomo da marcipiede coi temi strumentali di John Barry e la canzone “Everybody’s Talkin‘” di Fred Neil.

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