Mostre. George Brecht al Parco della Musica di Roma

Dal 7 aprile al 14 maggio al Parco della Musica di Roma (AuditoriumArte), seconda tappa di Fluxus Biennial, il progetto curato da Achille Bonito Oliva [...]

Dal 7 aprile al 14 maggio al Parco della Musica di Roma (AuditoriumArte), seconda tappa di Fluxus Biennial, il progetto curato da Achille Bonito Oliva e dedicato al movimento artistico nato in Germania. Così dopo la mostra dedicata al fondatore di FluxusGeorge Maciunas, arriva un’esposizione dedicata  a  George Brecht.

Uno dei più significativi esponenti del gruppo, attivo fin dal suo inizio nel 1962 e inventore del termine “Event“, una tecnica performativa usata da tutti i componenti di Fluxus divenuta in seguito caratteristica imprescindibile della loro sperimentazione artistica. Gli “Event” sono azioni quotidiane che coinvolgono ogni sfera del sensibile (visiva, uditiva, tattile, motoria) e che, isolate come singole performance, assumono occasionalmente il carattere di situazioni immaginarie o impossibili.

Tra le opere esposte: Water Yam (1963), considerata una pietra miliare di Fluxus; si compone di semplice scatoletta di cartone con centinaia di piccoli bigliettini recanti le indicazioni di Brecht per eseguire gli “Event”, una serie di partiture legate a gesti minimali o atti basici del semplice vivere quotidiano. Le opere in mostra giocano sul paradosso di oggetti d’uso comune che mantengono la loro caratteristica di banalità e quotidianità, inserendosi nell’assunto portante del lavoro di Brecht secondo cui “ogni cosa soggiace alle leggi generali del caso e delle coincidenze”. Sono “Event” la pianta di azalea poggiata su una sedia che cresce impercettibilmente giorno per giorno (Chair with plant, 1967) o l’improbabile e ironico ritratto femminile fatto da oggetti d’uso comunissimo come una scala a pioli, uno spazzolone e un cobra (Lola, 1975).

La mostra sarà accompagnata da un catalogo (Produzioni Nero) con testo critico di Cecilia Casorati e con la ristampa di un’intervista del 1965 di Ben Vautier a George Brecht.

In occasione dell’esposizione saranno organizzate due serate di performance. La prima, in occasione ell’inaugurazione, al Teatro Studio (ore 21), la propone Ben Patterson, uno dei più colti e ironici protagonisti di Fluxus con un tributo a George Brecht.

Secondo appuntamento il 17 aprile con il ciclo di performance di artisti contemporanei “After Fluxus“. Alle ore 21, nel Teatro Studio dell’Auditorium, “Zimmerfrei plays” con Walter Marchetti e “Song for John Cage” degli ZimmerFrei.

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