Hollywood, 100 anni fa il primo ciak

Nei suoi cento anni di storia è stata considerata alternativamente come la più stupefacente fabbrica dei sogni o come la più portentosa delle macchine propagandistiche [...]

Nei suoi cento anni di storia è stata considerata alternativamente come la più stupefacente fabbrica dei sogni o come la più portentosa delle macchine propagandistiche per la superpotenza americana; covo d’interessi infiniti o semplicemente luogo dove la fantasia diventa cinema; eden abitato da demoni, o inferno vissuto dagli angeli. Hollywood nelle settimane scorse ha compiuto il suo primo secolo di vita, per meglio dire uscì il 10 marzo  del 1910 il primo film in assoluto che vi fu realizzato; “Old California”, del leggendario DW Griffith, il primo regista in senso moderno della storia del cinema, negli anni seguenti al centro di contestazioni e alterne fortune.

DW Griffith

Ma quel “grande piccolo villaggio” dal clima mite e dalla vocazione agricola dove Griffith aveva trovato l’ambientazione ideale per raccontare le vicende di una donna spagnola durante la dominazione ispano-messicana della California, avrebbe avuto un futuro inimmaginabile concentrando su di sé fantasie, sogni, desideri di tutte le gemerazioni a venire.

Sogni, fantasie, desideri  che a Londra rivivono nella mostra commemorativa “Hollywood attraverso la lente” allestita da Canon e Getty Images Gallery. In rassegna le immagini iconiche delle star di Hollywood dai primi giorni del cinema fino ai pesi massimi del box office di oggi (purtroppo c’è tempo solo fino al 3 aprile per visitarla) , un viaggio che parte dal 1920 e nel quale oltre a ritrovare i volti familiari del cinema vengono evidenziati i cambiamenti che l’immagine ha subito in questo secolo.  Diversità tecnologiche ma anche di techniche e degli stili della fotografia di ritratto.

Anche la stupefacente evoluzione della tecnologia probabilmente era cosa inimmaginabile per Griffith, che tuttavia di intuizioni ne ebbe molte. In qualità di regista si unì allora con la Biograph Company, la prima società in assoluto a concentrare la propria attività sulla produzione di immagini in movimento. Il business di Hollywood come “industria” del cinema cominciava. Ma l’avventura di Griffith con la Biograph durò solo 4 anni, motivo di scontro – direbbe più tardi la star Lillian Gish – fu che il regista sosteneva l’idea di dover realizzare film più lunghi. In quel periodo la durata media di un film era meno di  un’ora, ma la Biograph sosteneva che una lunghezza maggiore avrebbe danneggiato la vista del pubblico.

Arriviamo al 1915, altra data saliente per Hollywood, e ancora una volta c’è lo zampino di Griffith che realizza il primo kolossal della storia del cinema, “The Birth of a Nation“, un controverso film sulla guerra civile che battè tutti i record al botteghino, fu dunque anche il primo “blockbuster”. Il film, che condannerà il regista ad un’etichetta di razzista mai “lavata”,  fece la fortuna di Louis B Mayer, che ne acquistò i diritti di distribuzione. Con gli utili che ne ricavò fu in grado di espandersi come produttore e far crescere gli studios Metro Goldwyn Mayer.

Il quadro si compone, Hollywood cresce assieme alle sue case di produzione che diventano sempre più potenti. Per smarcarsi Griffith collaborò con Charlie Chaplin, Mary Pickford e Douglas Fairbanks nel fondare la United Artists; la casa di produzione nata per contrastare il potere delle major. Ed anche questa sceltà fu giusta.

A questo punto la città nella città macina a pieno ritmo sogni di celluloide e soldi, la capitale mondiale del cinema e dell’intrattenimento è qui, termometro della società, creatrice di tendenze. Per ognuno degli studios una storia lunga da raccontare ricca di svolte, volti, fatti, episodi che parte dal cinema muto e arriva al 3d.

Per la cronaca, Griffith morirà di cancro nel 1948 dopo aver girato numerosi film; a Hollywood riportano le biografie, viveva in una sorta d’isolamento, tuttavia al suo funerale parteciparono stelle del calibro di John Ford, Alfred Hitchcock, Orson Wells e Charlie Chaplin che lo descrisse come “il maestro di tutti noi”.

Immagini dalla mostra di Londra

Joan Crawford (1904 - 1977) (Photo by George Hurrell/John Kobal Foundation/Getty Images)

Clark Gable (1901 - 1960) (Photo by George Hurrell/John Kobal Foundation/Getty Images)

Joan Crawford (1904 - 1977) (Photo by George Hurrell/John Kobal Foundation/Getty Images)

Lauren Bacall, Humphrey Bogart e Marilyn Monroe alla prima di Come sposare un milionario (Photo by Darlene Hammond/Hulton Archive/Getty Images)

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