Torna in libreria il ladro gentiluomo, il padre di tutti i ladri dal tocco fatato e dall’impareggiabile arte, Arsenio Lupin. La creatura letteraria di Maurice Leblanc è entrata nel catalogo della casa editrice Excelsior 1881 con uno dei più intriganti misteri scritti attorno alla figura del ladro in cilindro “Arsenio Lupin e il segreto della guglia“, romanzo uscito in Francia nel 1908 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1912 per la collana de “Il romanzo mensile“.
La guglia di cui si parla nel libro è a Etretat, l’Aiguille Creuse, in Normandia. Luogo che nasconde il più favoloso tesoro
che si possa immaginare: perle, rubini, zaffiri e diamanti, è la fortuna dei re di Francia. Arsenio Lupin simula la propria morte e insieme alla nipote del conte di Gesvres si mette sulle tracce del segreto della guglia. Ma Isidore Beautrelet, giovane studente di retorica e geniale detective dilettante, non si accontenta della versione della polizia e dà a Lupin del filo da torcere.
Maurice Leblanc (1864 – 1941), premiato con la Legion d’Onore nel 1921, esordì nella carriera letteraria come scrittore di racconti gialli per svariati periodici; poi nel 1905 in uno di questi fece apparire il suo fortunato personaggio, Arsenio Lupin. Inaspettatamente giunse il successo. Ma a differenza di Conan Doyle, che finì per sentirsi prigioniero dal personaggio da lui stesso creato (Sherlock Holmes) che gli impedì di portere avanti ambizioni letterarie più elevate, Leblanc non si stancò mai del suo personaggio e continuò a scriverne fino agli anni ‘30. L’invincibile mariuolo nel 1912 si trovò a fronteggiare anche una specie di “caricatura” del personaggio di Doyle, il detective co-protagonista del volume di racconti “Arsenio Lupin contro Herlock Sholmes” dal vincitore annunciato.
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