Galleria Campari, quando la comunciazione pubblictaria incontra l’arte

La Galleria Campari, inaugurata nei giorni scorsi nella palazzina liberty di Sesto San Giovanni (Milano), là dove nacque l’avventura industriale del noto marchio di bevande [...]

La Galleria Campari, inaugurata nei giorni scorsi nella palazzina liberty di Sesto San Giovanni (Milano), là dove nacque l’avventura industriale del noto marchio di bevande alcoliche, è uno dei tanti musei che in queste Giornate Fai di Primavera apre al pubblico per una serie di visite guidate.  Luogo delle radici per un nome la cui diffusione è globale.

Sorta per celebrare i 150 anni di Campari,  la Galleria si propone come luogo multimediale e interattivo che, nel tracciare il percorso del marchio dal 1860 ad oggi, racconta di quel fortunato incontro tra arte e comunicazione che in questi decenni ha avuto come testimonial celebrati artisti. Qualche nome? Leonetto Cappiello, Bruno Munari e Ugo Nespolo. Si deve anche a loro se quei loghi, quelle locandine, quelle etichette che intere generazioni hanno associato all’ora dell’aperitivo, e non solo, abbiano fatto centro nel comune patrimonio di memorie. E la reinterpretazione e a volte l’animazione multimediale delle opere in mostra sono uno dei momenti più originali dell’allestimento curato nella vecchia fabbrica da Armando Peres, direttore del progetto, Marina Mojana, direttore artistico e Paolo Maria Fumagalli, responsabile del progetto.

La Galleria si estende su due piani, il primo è dedicato al percorso dell’azienda, quello superiore, invece, è riservato alle mostre temporanee. Qui fino al 18 giugno è ospitata l’esposizione dedicata a Fortunato Depero: “Depero con Campari”,  curata da Marina Mojana e Ada Masoero. E’ noto che l’artista trentino fu colui che realizzò la tipica bottiglina dell’aperitivo a forma di cono rovesciato, un’idea di design vincente che ha contribuito a caratterizzare il prodotto. Nella mostra realizzata con la collaborazione del Mart di Trento e Rovereto sono presentate opere provenienti da collezioni pubbliche e private e circa cinquanta chine originali realizzate tra il 1927 e il 1931 per il libro “Numero Unico Futurista”, che Depero pubblicò proprio in omaggio a Davide Campari.

La Galleria Campari, eccezionalemnte aperta in questo week end,  sarà  normalmente fruibile  dal pubblico il martedì, giovedì e il venerdì dalle 10 alle 19. Altre informazioni su  www.campari.com

Mochi 1922

Sacchetti 1936

Marangolo 1950

1960 Nanni

Munari, 1964

Dudovich, 1920

Cappiello, 1921

Galleria Campari

Galleria Campari

Galleria Campari

Depero con Campari

Depero con Campari

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