MiArt 2010, festa dell’arte e degli affari

Arte in vendita, a Milano. Maestri ed emergenti, nomi di passato, presente e futuro  dell’età contemporanea, stelle al tramonto e astri in ascesa, da domani [...]

Arte in vendita, a Milano. Maestri ed emergenti, nomi di passato, presente e futuro  dell’età contemporanea, stelle al tramonto e astri in ascesa, da domani a lunedì tutti in piazza per una quindicesima edizione di MiArt che si vuole bendetta dal crisma della “qualità”.

Lo assicura Enrico Pazzali, amministratore delegato Fiera Milano Spa, ed in effetti tra le 141 gallerie espositrici (provenienti anche dall’estero) e gli 866 artisti proposti si contano nomi risonanti. C’è la storia del ‘900 nelle firme di De Pisis, Picasso, Fontana, de Chirico, Severini, Manzoni, Campigli; quella del 2000 con Damien Hirst e Jan Fabre tanto per citare due nomi; e la storia dei decenni che verranno con giovani già quotati come ad esempio Cuoghi, Puppi, Hempel, Welz, Favelli. Il tutto per una moltitudine di generi che nulla pare voler trascurare.

Quattro giorni per riaffermare quel ruolo chiave nel mercato dell’arte che la città occupa per tutto l’anno. Se infatti è a Milano che avvengono l’80 per cento delle contrattazioni italiane in ambito di arte contemporanea, c’è da dire che la sola fiera di MiArt l’anno scorso vi ha contribuito per una cifra superiore agli 8 milioni di euro. Non male ma si può fare meglio, e se ci scappa più di qualche “buona vendita”, il gioco è fatto. Gli esperti giocano sulle “attese”, come quelle firmate da Lucio Fontana nel 1964 “Concetto spaziale – Attese”. L’opera su fondo blu col suo milione e mezzo di euro è il quadro al top di questa 15ma edizione di MiArt, lo propone la Imago Gallery di LondraFarsettiarte ribatte con un olio su carta di Balla, “Vortice”, valutato in un milione e 200mila euro. Alla Galleria Tega di Milano con 850mila euro è possibile invece portarsi a casa un olio di Alberto Burri del 1952, “Bianco” dalle misure contenute (83 per 56). E’ invece datata 2002 la grande tela di 8 metri per 1.90   “Croci nel silenzio della tempesta” realizzata da Jan Fabre su seta con l’inchiostro della penna a biro. La propone a 200mila euro la Galleria Massimo Minini. Stesso prezzo per il bronzetto di donna di Mmmo Paladino (senza titolo 1999), portato in fiera dalla Galleria Cardi di Milano. Dovrebbero dunque essere queste le opere nella top five delle valutazioni, ma gli artisti da “tenere d’occhio” sono davvero numerosi.

Tra gli allestimenti di Fieramilanocity se ne vedranno delle belle, ma la quattro giorni, pur essendo una fiera, è un modo per parlare d’arte contemporanea rivolgendosi non solo al mondo dei possibili acquirenti. Le iniziative fuori salone non mancano, come la notte dell’arte delle galleria aderenti a StartMilano, che sabato prolungheranno l’apertura fino alle 22, oppure, in zona Tortona (Con)temporary art e ancora le mostre e le installazioni promosse dal Comune di Milano dal Pac, al Palazzo Reale e poi convegni, tavole rotode, incontri (tutto il programma cliccando qui ). Milano arte in vendita, Milano arte in festa.

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